Milano tassa i suoi turisti
Dal primo settembre, soggiornare nel capoluogo lombardo costerà dai 2 ai 5 euro al giorno. Una misura adottata per migliorare la vocazione turistica meneghina
Da oggi, primo settembre, soggiornare a Milano costerà dai 2 ai 5 euro di tassa. La giunta Pisapia, che ha introdotto il balzello, spera di trarne un gettito di 24 milioni di euro. La tassa è proporzionale alla tipologia delle strutture ricettive prescelte, alberghiere o extra-alberghiere: si va dai 2 euro per un albergo a due stelle sino ai cinque euro per le strutture con cinque stelle. L’obiettivo, spiega il Comune, è «valorizzare la vocazione turistica della città, rendendola sempre più accogliente e a misura di visitatore».
Nel dettaglio, la tassa verrà applicata a ogni persona e per ogni giorno di permanenza, fatta eccezione per i residence, per i quali sarà applicata fino a un massimo di quattordici notti consecutive.
Molte le esenzioni previste: i residenti a Milano, i minori di 18 anni, i giovani sotto i 30 anni che pernottano negli ostelli per la gioventù, gli studenti universitari che hanno meno di 26 anni che alloggiano in strutture universitarie o in residenze turistico alberghiere. Esenti anche i familiari e gli accompagnatori, limitatamente al periodo di ricovero, di cura o day hospital di persone degenti nelle strutture sanitarie di Milano e provincia.
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