Iscrizioni: richiesta cartacea per gli immigrati irregolari

Domande on line vietate per i figli dei stranieri clandestini. La Cgil lancia l'allarme e il Ministero autorizza il ritorno alla carta. Altri problemi potrebbero minare il sistema

 Scuole negate ai figli di immigrati senza permesso di soggiorno. È l’accusa mossa dalla Cgil : nel modulo on line è richiesto il codice fiscale dei genitori, ma dato che si tratta di clandestini, quel codice non esiste.  Il sindacato dichiara in pericolo il diritto internazionale all’istruzione.

La critica, reale, ha indotto il Ministero dell’Istruzione a intervenire con una nota: «La procedura di iscrizione on line infatti non incide in alcun modo, e in ogni caso non potrebbe farlo, sull’universalità del diritto all’istruzione. Proprio per garantire a tutti gli studenti il diritto dovere di istruzione si ribadisce che i genitori di questi studenti devono recarsi presso le segreterie degli istituti scolastici che provvederanno ad acquisire le domande di iscrizione. Del resto, le scuole hanno già a disposizione e utilizzano da tempo una procedura automatizzata per l’iscrizione per questi casi».
Una soluzione che ha sollevato qualche dubbio come rileva il progetto Meltin popche si occupa di promozione dei diritti dell’infanzia: «Se si va nelle scuole il problema rimane: visto che anche gli istituti devono fare l’iscrizione online. E senza codice fiscale non si va da nessuna parte».
 
Allarme rientrato, forse, anche se aggiustamenti e pericoli vengono sollevati continuamente. Come quello dei genitori non sposati o separati che non potevano completare l’iscrizione. Il Miur è corso ai ripari   sbloccando l’empasse. L’ultima critica è stata mossa dal sindacato Anief secondo cui almeno 300.000 iscrizioni devono considerarsi illegittime perché effettuate per scuole erroneamente accorpate o soppresse in base a una sentenza recente della Corte Costituzionale. 
 
Sul fronte delle iscrizioni, grazie al potenziamento dei server il flusso dei dati appare più scorrevole. Alle 16.30 di ieri, il Ministero comunicava che erano arrivare oltre 218.000 domande di cui quasi 162.000 già inoltrate alle scuole destinatarie. La Lombardia mantiene il suo promato con 53.000 domande di cui 40.000 recapitate. 
 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Gennaio 2013
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