La difesa condanna il Varese a una sconfitta pirotecnica

La capolista Sassuolo passa 4-3 a Masnago ma il poker di reti ospiti è viziato dagli errori della retroguardia di Castori. Dopo un brutto primo tempo Odu e Neto scuotono la squadra ma il pari è solo sfiorato

Niente da fare: l’assalto al Varese contro le prime tre della classifica finisce sempre con una sconfitta e l’ennesima conferma è arrivata dalla gara interna con il Sassuolo. La capolista emiliana sbanca Masnago con un clamoroso 3-4, al termine di un match ricchissimo di emozioni ma anche di recriminazioni per la squadra di Castori che deve prendersela con se stessa per non essere riuscita a strappare almeno un punto. Il poker di reti neroverde è infatti interamente favorito dalla difesa di Castori che ha servito su un vassoio d’argento spazi e palloni ai forti attaccanti di Di Francesco, i quali non si sono fatti pregare.
Un problema serio, che non affiora certo oggi per la prima volta e che vanifica quanto di buono il Varese ha saputo fare nella ripresa quando finalmente si è vista una squadra più vivace e organizzata. Questa volta tra gli imputati spicca Ferreira (impietoso il confronto con Oduamadi) oltre che Franco che ha collezionato figuracce contro Berardi; una scelta quest’ultima che stride con la presenza in tribuna di Lazaar, certo meno esperto ma certamente più rapido e quindi adatto a presidiare la fascia sinsitra.
Castori è stato quindi ancora una volta costretto a cambiare in corsa senza riuscire a ribaltare la partita, come è accaduto di recente con Verona ed Empoli. Squadre forti, probabilmente più del Varese, e quindi a maggior ragione da affrontare senza commettere errori: quelli che hanno riportato i biancorossi sotto al quarto posto occupato da tempo. Ora a salvare i playoff ci deve pensare lo stesso Empoli, tanto più che tra sette giorni il Varese sarà a La Spezia, avversaria tutt’altro che malleabile. Anche se il ritorno di Neto accende sicuramente qualche speranza in più.

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Varese – Sassuolo 3-4 4 di 16

COLPO D’OCCHIO – Circa 4mila spettatori sugli spalti a Masnago per l’arrivo della capolista Sassuolo, per altro accompagnato solo da una cinquantina di tifosi in casa del Varese. Lo sperato sole non arriva, anzi, si gioca con le nuvole che incombono sopra un campo all’apparenza in buone condizioni ma presto deteriorato.

CALCIO D’INIZIO – Dopo le polemiche della scorsa settimana Castori mette in campo un undici che appare più equilibrato, anche se la scelta di Franco per Lazaar sulla sinistra si rivelerà fatale. Sulle ali ci sono Zecchin e Ferreira mentre Neto parte dalla panca, lasciando a Scapuzzi il ruolo di spalla di Ebagua. Anche il Sassuolo opera qualche cambiamento rispetto al previsto: dentro Marzorati e Masucci per Bianco e Catellani, Pavoletti è la punta centrale con Boakye che resterà a guardare.

IL PRIMO TEMPO – Il pubblico di Masnago, ancora ignaro della pioggia di reti che seguirà, si emoziona subito per una sgroppata di Ebagua dopo pochi istanti, conclusa da un sinistro rasoterra che fa gridare al gol ma che invece lambisce il palo. Mani nei capelli in tribuna che… rimangono lì perché subito dopo Franco cucina la prima frittata: palla nella sua zona, controllo difettoso e Berardi, messo lì proprio per dargli fastidio, ne approfitta e fa secco Bressan da pochi metri.
Il Varese, subito costretto a inseguire, si affida al solito Ebagua che là davanti prova a fraseggiare con Scapuzzi. Troppo poco: dalle fasce non nasce niente e allora il Sassuolo si affaccia di nuovo nell’area biancorossa senza affondare il colpo ma dando l’impressione di poterlo fare alla prima accelerazione. Di gioco se ne vede poco in casa varesina e così un’occasione arriva solo a ridosso della mezz’ora: Ebagua approfitta di un liscio, entra in area sulla sinistra ma scivola al momento di tirare in porta. Un pizzico di sfortuna che fa il paio con la seconda dormita della giornata; palla che Rea alza di testa e che ricade nella zona di Masucci cui Troest concede colpevolmente due metri: la palombella dell’attaccante (foto sopra) non lascia scampo a Bressan tradito ancora dai compagni di reparto, 0-2 e tutti al riposo.

LA RIPRESA – Come a Empoli, l’intervallo serve a rivoluzionare il Varese e, tutto sommato, a sconfessare le scelte iniziali di Castori. Fuori Franco e l’impalpabile Ferreira Pinto, dentro Damonte e Oduamadi ed è subito un altro ritmo. Passano così appena 9′ di arrembaggio e Troest accorcia: solito schema dalla bandierina e il danese sul secondo palo è implacabile per l’1-2 (foto di S. Raso). Peccato che la difesa continui a scioperare: palla al centro, cross da destra del Sassuolo e Struna si perde Masucci che da due passi infila il terzo gol.
L’ultima carta in mano a Castori è Neto Pereira, e sembra un azzardo metterlo in campo su un prato ormai a buche. Niente di più sbagliato, perché il brasiliano entra e illumina la partita fin dal primo tocco. E alla seconda palla giocata il numero 10 guadagna rigore ed espulsione per Terranova: sul dischetto va Ebagua e riapre la partita con quasi mezz’ora da giocare (2-3). Qui il Varese per due volte sfiora il pareggio e la conseguente possibilità di vincere la partita. Nel primo caso è gigantesco Pomini a opporsi a Troest, autore di un tiro a botta sicura (34′); subito dopo tocca a Ebagua avventarsi su un pallone crossato da Struna (bravo anche Damonte) ma il bomber nigeriano incredibilmente manca la deviazione a due metri dalla porta.
Un errore grave ma più leggero di quello che arriva cento metri più in là: altra dormita di Troest e Pavoletti firma il poker a pochi istanti da 45′. L’assalto a Fort Apache rimane tale con Zecchin che calibra il sinistro sulle punizioni: la prima centra la traversa, la seconda finisce in gol (3-4) confermando il suo momento magico su queste situazioni di gioco. Ma la punizione più pesante è quella che tocca al Varese, rimasto a mani vuote davanti al pubblico amico, mentre il Sassuolo vede la promozione sempre più vicina.

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Pubblicato il 09 Marzo 2013
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