Clark torna Calimero, si salvano in tre
Da Hassell, Ere e Sakota le prove migliori. Il play è affiancato da Scekic e Rush per la palma del peggiore in campo
SCEKIC 4 – Undici minuti di vuoto pneumatico, senza neppure un tiro tentato. Contro giocatori così atletici, la sua tecnica diventa poco utile alla causa. Invisibile.
SAKOTA 6,5 – Ritrova dall’arco la mano dei bei tempi. Non basta a girare la partita ma, visto che si era preso insufficienze gravi in altre occasioni, stavolta si merita un bravo. Almeno per l’atteggiamento.
RUSH 4 – Se è sacrosanto punzecchiare Coleman con voci di taglio, forse lo stesso metodo è dannoso per Rush che guadagna come un impiegato e non ha la tenuta mentale per reggere responsabilità importanti. Parte benino, ma la tripla aperta che non prende il ferro è una foto implacabile della sua serata.
CLARK 4 – La situazione di Coleman ha superato quella di Clark nella scala delle urgenze e dei problemi, ma la sua non-prestazione contro Brindisi lascia ancora una volta a bocca aperta: 2/9 al tiro con sei errori su sei dall’arco dei tre punti e addirittura la rinuncia a fare da regista nella marea del secondo periodo. Fischiato dal pubblico, a Varese non capita così tanto spesso
DE NICOLAO 5,5 – Come atteggiamento ci siamo, nel senso che con lui in campo si vede un play che prova a correre e a passare la palla come si deve. Però chiude con 2 punti e un solo tiro (sbagliato) dal campo e con la lingua fuori per aver dovuto spesso rincorrere i pari ruolo senza mai prenderli (0 recuperi, 3 perse).
HASSELL 6,5 – Botta e risposta con Todic e alla fine la sua prestazione è tra quelle da salvare perché fa tanto anche nell’unico momento buono di Varese. 21 punti, 10 rimbalzi, 7 falli subiti: spicca nel deserto.
ERE 6,5 – Quaranta minuti di utilizzo: logico che a tratti perda la trebisonda, ma il suo impatto resta uno dei pochi lampi di luce. Almeno fa quello che si chiede a un capitano: lavora, si sbatte, suda, ci prova. 20 punti.
POLONARA 5 – Lo sprazzo nervoso arrivato dopo l’intervallo lo fa risalire un po’ nel voto, ma di certo la partita di Achille (5 punti, tutti dalla lunetta, e 8 rimbalzi) è di quelle da mettere nel dimenticatoio. In particolare per i 6′ cui Frates lo relega nella prima metà, dopo alcuni errori gratuiti e sconclusionati.
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