Lo sport di Varese, il futuro tra sogni e realtà
Convegno al Teatro Ucc sulla possibilità di un'unione tra le diverse società cittadine. Qualche utopia e diverse idee di buon senso per iniziare una collaborazione tra calcio, basket, hockey e rugby
Una polisportiva a Varese che comprenda tante discipline, a partire da quelle più importanti e cioé calcio e basket? Un sogno o un’utopia, di cui di tanto in tanto si parla a mezza bocca, che è tornata di attualità oggi – giovedì 5 dicembre – all’interno del convegno organizzato dal "Gruppo Trenta" nella sala conferenze del Teatro Ucc di piazza Repubblica.
A discutere, attorno a una tavola rotonda allestita per l’occasione, i dirigenti di quattro club che hanno fatto e fanno la storia sportiva cittadina: Michele Lo
Nero per la Pallacanestro Varese, Enzo Montemurro per il Varese 1910, Davide Quilici per l’Hockey Club e Stefano Malerba per il Rugby Varese. Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche l’assessore comunale alla partita, Maria Ida Piazza, e l’avvocato Stefano Amirante che ha fatto il punto sulla possibilità giuridica della polisportiva in Italia.
Qui il primo intoppo, per via della differenziazione tra società professionistiche e dilettanti previste da alcune federazioni affiliate al Coni (tra cui Figc e Fip) che rende tutto più difficile dal punto di vista burocratico, anche per via dell’assenza di una legge ad hoc per lo sport che esiste in molti Paesi ma che in Italia è parificato alle normali aziende. Strada quindi non spianata ma comunque possibile, che in passato ha avuto due esempi a Treviso con la Benetton e a Milano, nei cinque anni intensi della Polisportiva Mediolanum/Milan. Storie di grande successo ma terminate quando il magnate alle spalle dell’esperimento ha tenuto in vita solo la sezione più interessante (rugby da una parte, Milan dall’altra) dismettendo le altre. Ben altre sono invece le polisportive all’estero dove il caso più eclatante, quello del Barcellona, che raduna 172mila soci, 13 discipline e che ha in carico direttamente la gestione di una serie di impianti a partire dal Camp Nou.
Gli impianti appunto, il peggior tallone d’Achille dello sport cittadino (è di oggi la chiusura temporanea della piscina comunale) è uno dei problemi più scottanti sul tavolo di ogni singola società che soprattutto in questo periodo – lo ha sottolineato Lo Nero – fatica a pensare ad ampio raggio quando è alle prese con una quotidianità difficile.
La giornata però è servita a sfogliare senza pudori il libro dei sogni, quello su cui è "pubblicata" la possibilità di un grande impianto polifunzionale che raduni in un unico luogo tutto lo sport cittadino (una sorta di stadio con annessa arena coperta per basket e hockey, più campi d’allenamento e strutture commerciali di contorno). Situazione, va detto, quasi impossibile a realizzarsi, come quella di uno sponsor munifico che possa apparire sulle maglie (e nelle sinergie) di tutte le società – ci fosse una polisportiva sarebbero "sezioni" – coinvolte nel progetto.
Però, accanto ai sogni, sono emerse anche alcune idee concrete. La più intrigante è forse quella avanzata da Malerba, che sta già lavorando al progetto per il 2015: una settimana di sport giovanile in cui si disputino tornei di livello nazionale, con una location serale in cui radunare le centinaia di atleti presenti. Una sorta di "Festa del rugby" allargata che serva a raccogliere denaro da destinare in un fondo dedicato appositamente all’impiantistica sportiva.
Altri aspetti interessanti, almeno a livello di "primi passi di collaborazione", sono l’ingresso più profondo e coordinato nelle scuole da parte delle diverse società per propagandare lo sport di base («cosa che il mondo dell’istruzione fa sempre meno» ha sottolineato Pasquale Diaferia, organizzatore dell’incontro), oppure l’organizzazione di una "leva generale" in cui i bambini e i ragazzi abbiano a disposizione un’ampia offerta di discipline tra cui scegliere la propria.
Insomma, se la Polisportiva Varese resta un’entità ancora difficile da inquadrare, qualche buono spunto di collaborazione e la volontà di dialogo tra i dirigenti sportivi cittadini sono invece stati messi nero su bianco. Vedremo se da questo seme inizierà a crescere un qualcosa di più tangibile, nel giro di qualche mese.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Bustocco-71 su Serie D in diretta: Pro Patria - Solbiatese
mtn su Biglietto a bordo, la studentessa paga il doppio: "Ma così è difficile scegliere l’autobus"
principe.rosso su Decreto scuola, tetto del 30% agli studenti "stranieri": ecco cosa significa
lenny54 su Chiusura dell'accesso all'A8 da Largo Flaiano, il PD Varese: "Nessun preavviso, disagi intollerabili"
ccerfoglia su Torna Glocal: tra giornalismo tradizionale, scuola digitale e intelligenza artificiale
Bustocco-71 su Chiusura dell'accesso all'A8 da Largo Flaiano, il PD Varese: "Nessun preavviso, disagi intollerabili"










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.