Il Varese ritrova la vittoria, ma la salvezza passa dai playout
I rigori di Pavoletti e Falcone piegano il Siena (2-0) che fallisce un penalty con Rosina. Il pareggio del Cittadella a Lanciano però salva i veneti: per restare in Serie B ci sarà il doppio match con il Novara
Niente da fare, almeno per adesso. Il Varese torna a vincere, non senza brividi, dopo ben nove turni ma non riesce a evitare i playout per la permanenza in Serie B. La salvezza passerà quindi dalla doppia sfida con il Novara (venerdì 6 e 13 giugno) perché da Lanciano non arrivano notizie di reti: ai biancorossi serviva anche un successo degli abruzzesi sul Cittadella per chiudere qui la stagione e invece i veneti festeggiano lasciando tra le due sponde del Ticino la patata bollente della retrocessione.
Non senza brividi, abbiamo detto, perché a Masnago si vedono tre rigori concessi: il Varese (cui ne viene negato uno all’inizio, in parte risarcito poi) ne segna due con Pavoletti e Falcone mentre il Siena – ancora alla caccia di un posto playoff – trova solo il palo con Rosina su quello che poteva essere l’1-1. Ma come detto, il risultato cambia solo la storia dei toscani, non quella dei ragazzi di Bettinelli che però compiono un altro passo avanti sotto il profilo del gioco e del morale. I biancorossi stanno in campo bene, tengono a secco gli avversari per la seconda volta consecutiva, riguadagnano la fiducia del pubblico e ritrovano la rete di Pavoletti (seppure dal dischetto). Tutti ingredienti interessanti in vista dell’ultima e decisiva sfida. Certo, con senno di poi, girano parecchio le scatole a pensare ai tanti punti gettati alle ortiche nelle ultime settimane (basti pensare al ko con il Brescia su rigore e in pieno recupero…) che avrebbero consentito di fare tutti un bagno, questa sera, nella fontana di piazza Montegrappa. Ma non è tempo di guardare indietro: si riparta dalle ultime due prove, si cerchi di rimettere in piedi gli acciaccati (Neto stasera è durato meno di un tempo) e si pensi solo al Novara.
COLPO D’OCCHIO – Tocca a un gruppo di bambini ricordare per primi il giovane
Stefano Gozzo, collaboratore del Varese scomparso all’improvviso in settimana. Poi ci penseranno gli striscioni dei tifosi e il lutto al braccio di Neto e compagni a sottolineare il dolore che ha colpito tanti suoi amici e conoscenti. Masnago intanto si scrolla di dosso un piovasco caduto a 45′ dal via e si presenta con le tribune folte di gente e di passione, nel tentativo di spingere i padroni di casa alla salvezza diretta.
CALCIO D’INIZIO – Nessuna sorpresa in casa Varese, dove Bettinelli conferma al 100% la formazione diramata alla vigilia, con Zecchin e Di Roberto in fascia e il duo d’attacco formato da Neto – applauditissimo – e Pavoletti. Mario Beretta, ex di turno, deve rinunciare all’ultimo momento a Spinazzola colpito da un attacco influenzale; il Siena va con il 4-2-3-1 e a sorpresa trova posto tra le mezz’ali anche un altro uomo passato da Varese, il giovane Scapuzzi. Punta avanzata lo spagnolo Rafa Jordà.
IL PRIMO TEMPO – Il veleno non è nella coda ma nella testa: l’azione che potrebbe
cambiare la serata arriva subito, al 2′, e nasce da una sponda di Pavoletti per Neto che aggira un avversario e anticipa Lamanna in uscita prima di finire a terra. Sarebbe rigore con espulsione (foto di Wephoto) del portiere, l’arbitro Gavillucci non se la sente e lascia proseguire commettendo un errore che pare evidente. Questa resterà anche l’azione più importante dell’intero primo tempo perché le due squadre, dopo essersi prese le misure a vicenda, paiono più attente a non scoprirsi che a pungere. Per la verità c’è anche (15′) un gol annullato al Siena su azione nata dalla sinistra da Scapuzzi, bravo e fortunato: il tirocross dell’ex è deviato in porta da Giacomazzi che però è oltre i difensori e l’assistente non ha dubbi nel segnalare il fuorigioco. Le due annotazioni più importanti riguardano quindi due sostituzioni: prima è proprio un vivace Scapuzzi a uscire dopo uno scontro, lasciando posto a Fabbrini. Poi, sul finire della frazione, tocca a Neto alzare bandiera bianca dopo un tentativo di dribbling sulla linea di fondo. Il brasiliano si tocca una gamba, zoppica, trotterella e poi si arrende: al suo posto entra in campo Forte. Nel finale Gavillucci grazia Jordà che si allunga una palla di mano anticipando Trevisan: niente giallo per lo spagnolo.
LA RIPRESA – Il Varese pare più vivace dei toscani in avvio di secondo tempo, non fosse altro perché Lamanna deve almeno distendersi in un paio di occasioni sui tentativi da fuori firmati da Barberis e Forte. Da Bari intanto arriva la notizia del Novara in vantaggio, risultato che poi sarà ribaltato dai “galletti” pugliesi”. Prima del quarto d’ora i biancorossi rimangono con l’uomo in meno per diversi minuti: Damonte ha i calzoncini sporchi di sangue dopo uno scontro ma il ricambio non arriva; per fortuna i dieci in campo tengono duro e respingono la minaccia. Lo stesso mediano, cresciuto con il passare dei minuti, dà una scossa al 20′ con una grande azione nata da una palla rubata in difesa e conclusa solo con un errore su un passaggio ai limiti dell’area del Siena.
Poco dopo però, ecco la svolta: Forte sfugge a Belmonte che lo trattiene per un istante, ma vistosamente. La trattenuta avviene sul limite dell’area ma Gavillucci stavolta concede il penalty anche perché l’assistente è a due passi. Sul dischetto va Pavoletti, che scarica di rabbia e spiazza Lamanna per l’1-0. Da qui in avanti si gioca con un orecchio a Lanciano da cui purtroppo non arrivano notizie. Il Varese pare legittimare il vantaggio, ma quando intravvede lo striscione d’arrivo ecco una nuova doccia fredda: Grillo trattiene Rosina in area e stavolta il rigore è per il Siena. Sul pallone lo stesso Rosina che all’andata aveva già sbagliato un penalty, e incredibilmente si ripete anche a Masnago: tiro teso con Bastianoni che intuisce ma non tocca, palla che incoccia sul palo
Il Varese esulta e continua poco dopo perché ancora Forte in azione di alleggerimento, accelera all’improvviso e viene strattonato in area da Feddal (sarà espulso). Senza Pavoletti, sostituito poco prima, tocca a Falcone: rincorsa strana, a semicerchio, ma tiro che inganna Lamanna per il 2-0.
Finisce così, con qualche tifoso della tribuna che insulta Mario Beretta (chissà poi perché) il quale risponde con dito medio alzato (chissà poi perché). E ora, sotto con gli spareggi salvezza.
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