Guzzetti giura da sindaco: “Basta polemiche, parliamo dell’amore”

Il sindaco ha giurato in consiglio comunale e conferma: "Sarà il mio ultimo mandato. Attenzione alle famiglie, i bambini, gli anziani, gli ammalati, le persone in particolare situazione di difficoltà"

«Sono ben consapevole di quello che molti di voi si aspettano questa sera dal sottoscritto. Lo so in forza delle tante parole ascoltate in questa settimana che ci ha separato dal momento del voto dove, oltre agli attestati di stima e di congratulazione, sono prevalsi anche sentimenti di disagio e finanche di disgusto per tanti tristi episodi a cui abbiamo dovuto assistere nella recente "campagna elettorale"». Sono le parole usate nel suo discorso dal sindaco Lorenzo Guzzetti, eletto per la terza volta alla guoda del paese, che ha prestato giuramento in consiglio comunaloe mercoledì sera 3 giugno. La serata si sarebbe dovuta svolgere all’aperto, in piazza, ma le avverse condizioni meteo hanno costretto il comune ha organizzare tutto nella sala della comunità. 

Oltra alla nomina della Giunta, Guzzetti ha presentato il suo discorso, cercando di evitare le polemiche: «Non parlerò di ciò che ho sentito su di me e sul mio conto, sui miei candidati, sulla mia squadra di Uboldo al Centro o, e questo permettetemelo di dirlo con un po’ di amaro in bocca, sui miei amici personali che nulla avevano a che vedere con queste elezioni. Non parlerò delle dicerie completamente inventate, delle chiacchiere sfociate spesso in pettegolezzo o delazione, non parlerò di chi a corto evidentemente di argomenti ha ben pensato di commentare e porre all’attenzione dell’elettorato anche la mia vita privata e affettiva, della quale il mio rammarico non è il poco rispetto avuto nei miei confronti, quanto per chi comunque ne è direttamente coinvolto. Non parlerò di tutto questo. Vorrei parlarvi invece questa sera delle cose belle, vorrei parlarvi dell’amore. L’amore che mi ha portato fin qui, l’affetto che io e la mia squadra abbiamo sentito dimostrato nei nostri confronti durante la campagna elettorale dalla nostra gente, la commozione sincera di qualche presidente di associazione nei giorni che precedevano le elezioni quando siamo passati a salutare semplicemente per ringraziare di quei meravigliosi cinque anni vissuti insieme, vorrei raccontarvi della stima e degli abbracci che abbiamo ricevuto ai seggi domenica scorsa che ci dicevano una cosa: qualsiasi fosse stato il risultato elettorale, i nostri concittadini avevano riconosciuto in noi uomini e donne interessati alla nostra comunità, innamorati di questo paese e del suo popolo».

E ancora: «Voglio dirvi e rammentarvi che il Consiglio Comunale è la massima espressione della società civile, della nostra comunità, che ci guarda, minoranza e maggioranza, con la voglia e il desiderio di essere rappresentati al meglio. Per questo motivo il mio primo augurio, che rivolgo innanzitutto a coloro che questa sera siedono qui e lo faranno per i prossimi cinque anni, è che questo luogo, questi tavoli, queste ore che spenderemo insieme vengano utilizzate per il bene del nostro paese, affinchè il Consiglio Comunale torni a essere la casa naturale della politica, parola spesso fin troppo bistrattata ma che resta una delle "forme più alte di carità." Chi questa sera è seduto qui non lo deve a un capriccio o a un calcolo. Tutti voi siete stati scelti dai nostri cittadini e a loro, e solo a loro, dovremo rispondere del nostro impegno. Lavoriamo per unire, nel rispetto ciascuno dei ruoli, certi che comunque quello che ci divide è solo il pensiero politico, un’idea di società diversa, non la stima che tra di noi non deve mai mancare. Impegniamoci tutti a unire, sanando così delle fratture sterili all’interno della nostra comunità. Questo sia il nostro impegno più grande. Da questi banchi non dobbiamo avere il timore di alimentare per la nostra comunità il desiderio, che è come la scintilla con cui si accende il motore. Tutte le mosse umane nascono da questo fenomeno, da questo dinamismo costitutivo dell’uomo. Il desiderio accende il motore dell’uomo.

Il sindaco ha quindi lanciato un appello ai consiglieri comunali: «Tutti voi siete stati scelti dai nostri cittadini e a loro, e solo a loro, dovremo rispondere del nostro impegno. Stare seduti qui non è frutto di giochi di potere, perchè il potere rende l’uomo schiavo di chi, anche in maniera fortuita o casuale, esprime il momento culminante, ma passeggero ed effimero, del flusso storico. E per togliere ogni dubbio su questa affermazione comprendo anche me stesso che rinnovo qui davanti a voi il mio proposito già espresso all’inizio della campagna elettorale: questo sarà il mio ultimo mandato da sindaco e nel 2019 io non mi candiderò proprio perchè siamo strumenti nelle mani della Provvidenza e dobbiamo semplicemente obbedire al compito che ci viene chiesto di svolgere».
«Il nostro impegno non saranno le asfaltature, i tombini, i marciapiedi, le grandi opere – ha concluso Guzzetti -. Certo, arriveranno anche quelle, come sono arrivate nel recente passato. Il nostro impegno più importante sarà quello di non lasciare indietro nessuno di coloro che ci sono affidati. Le famiglie, i bambini, gli anziani, gli ammalati, le persone in particolare situazione di difficoltà delle quali magari la maggior parte ignora anche l’esistenza e che sono invece sempre al primo posto nel cuore e nella mente di chi guida questa comunità.  

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Giugno 2014
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