L’ultimo viaggio di Angelo, una morte che lascia sgomenti
Incredulità e smarrimento erano palapili nella chiesa di San Giorgio dove si sono svolti i funerali di Angelo Crespi, ucciso a coltellate dall'ex cognato
“Salvami da questo smarrimento che mi opprime” Don Remo Ciapparella, parroco della comunità di Jerago con Orago ha officiato questa mattina, sabato 13 settembre, nella chiesa di San Giorgio i funerali di Angelo Crespi, ucciso a coltellate dall’ex cognato Luciano Borile nell’abitazione di via XX Settembre.
La scelta del brano evangelico di Giovanni ha riproposto proprio il senso di turbamento, di sconcerto che era palpabile anche tra i presenti alle esequie, parenti, amici, conoscenti ancora incapaci di farsi una ragione di una fine così terribile.
Ad accompagnare nell’ultimo viaggio Angelo c’erano la sorella e i figli, straziati dal dolore di una morte senza senso: «Solo in Gesù troverete le risposte alle vostre domande – ha ribadito nella predica Don Remo – La nostra società così ipertecnologica, egocentrica e con una stima eccessiva di sé, rimane senza argomenti davanti a questi fatti. Solo chi crede e avrà la volontà di fidarsi riuscirà a capire e a superare l’angoscia che ci attanaglia».
Una cerimonia breve con al centro il senso dell’esistenza che appare incomprensibile. Un discorso per ridare pace a una piccola comunità sgomenta: la disperazione della sorella, il dolore dei due figli, le lacrime di chi aveva conosciuto Angelo: « Era un nostro amico – commenta trattenendo a stento la commozione un volontario con il gonfalone della SOS del Seprio – era sempre pronto a dare una mano per organizzare feste o manifestazioni».
Il chicco di grano che non muore resta solo, se muore produrrà molti frutti. I presenti si aggrappano alla speranza mentre in corteo accompagnano Angelo verso il cimitero di Jerago.
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