La tessitura Besani aderisce alla campagna Detox di Greenpeace

L'accordo con l'associazione ambientalista prevede l'impegno di eliminare sostanze chimiche pericolose e inquinanti dal processo produttivo

In questi ultimi sei anni, più o meno da quando è iniziata la crisi, abbiamo sentito pronunciare la parola «cambiamento» migliaia di volte e per altrettanti anni siamo rimasti in attesa di fatti e svolte non solo annunciate. Ora un segnale concreto c’è e arriva da Greenpeace, associazione ambientalista nota per i suoi blitz e le sue campagne contro chi sfrutta in modo indiscriminato la natura e l’ambiente. I rappresentanti dell’associazione nell’ambito della campagna Detox hanno infatti firmato un accordo con 6 aziende italiane produttrici di tessuti e accessori per eliminare dai processi produttivi le sostanze chimiche pericolose ed inquinanti. Tra le imprese firmatarie c’è anche la Tessitura Besani srl di Besnate che dal 1969 progetta e realizza tessuti a maglia in cotone di alta qualità destinati all’abbigliamento sportivo: polo, T-shirt, tenute da golf. «Per ottenere questi risultati – dichiara Mario Riva procuratore della Besani srl– da anni operiamo su più fronti, scegliendo tecnologie meno energivore e selezionando i nostri fornitori con criteri quali la condivisione di obiettivi comuni, la fiducia e la vicinanza geografica. Crediamo che la sostenibilità sia anche il risultato di piccoli gesti quotidiani come la scelta di materiali d’ufficio da riciclo o da fonte rinnovabile e la costante attenzione ai risparmi energetici. A questo scopo abbiamo intrapreso con i nostri fornitori un’attività di concreta collaborazione. Siamo infatti convinti che solo da uno sforzo sinergico attivato da tutti i soggetti produttivi della filiera sia possibile realizzare una moda etica e sostenibile».
Insieme all’azienda di Besnate hanno aderito le aziende Miroglio,  Berbrand, Italdenim,  Tessitura Attilio Imperiali e Zip. La campagna ha prodotto, fino ad ora, numeri  significativi: 7 milioni di metri di tessuto detox prodotti in un anno, 40 milioni di metri di tessuto stampato senza sostanze tossiche, 35 milioni di bottoni e zip detox e 70 milioni di capi di abbigliamento su cui questa campagna influisce direttamente o indirettamente.
Tra le case di moda che hanno aderito all’iniziativa ci sono Valentino, Benetton, Burberry, Zara, ma Greenpeace ha lanciato la sfida anche a Versace, Gucci, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Settembre 2014
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