“Creare lavoro si può”

Così Davide Sironi, candidato Sindaco del PD e di SamaLab

lavoro generiche

Per la prima volta dal 1950 la popolazione e l’occupazione sono in calo. Non abbiamo la ricetta magica in tasca, ma crediamo che qualcosa stia cambiando ed è importante che il lavoro sia al centro della nostra azione amministrativa nei prossimi 5 anni. Nel nostro programma intendiamo difendere sia il lavoro che c’è, sia incentivare la nascita di nuove imprese digitali ed artigianali”.

A queste conclusioni Davide Sironi, candidato Sindaco del PD e di SamaLab (Samarate Laboratorio, la lista di giovani che già nella scelta del nome rispecchia queste intenzioni), è arrivato anche grazie al confronto tenutosi giovedì 7 maggio in una affollata sala azzurra a villa Montevecchio, con il trentenne Luca Perencin, libero professionista informatico di Lonate Pozzolo, promotore del software e dell’hardware libero e gestore del padiglione di Volandia dedicato ai droni e con il ventiquattrenne Andrea Latino di Casorate Sempione, divulgatore tecnologico eprimo campione digitale della Provincia di Varese.

Per creare lavoro bisogna creare le condizioni per aziende e liberi professionisti di muovere i primi passi in spazi comuni a basso costo – ha affermato Perencin -, vale a dire in spazi di coworking. Tutte le aziende note, come Facebook e Microsoft, sono nate in garage, dal basso.Oppure nei FabLab: luoghi dove nuove e vecchie generazioni di persone e di macchine si incontrano. C’é il tornio, la fresa e la stampante 3D. Avvengono scambi di idee a cui bisogna dare valore. Il ruolo del Comune è proprio questo: creare spazi e valorizzare interazioni. Così si genera lavoro e reddito”. Gli ha fatto eco Latino: “bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica sul digitale. Il primo passo è entrare nelle scuole. Nel 2011 ho dato vita ad un progetto non profit di divulgazione tecnologica, con il quale sto tentando di diffondere la cultura e la consapevolezza digitale e ambientale nelle scuole superiori italiane. Le aiuto a riflettere su alcune tematiche. La tecnologia non è un gioco, ma ha delle enormi potenzialità. I ragazzi opportunamente formati, durante i loro tirocinii possono aiutare le piccole e micro imprese a colmare un vuoto di conoscenze per uscire dalla crisi”.

Secondo Massimo Galli di Confcooperative, lo “working by out”, lavoratori che rilevano le loro piccole aziende fallite, impegnando le loro liquidazioni, può essere una nuova strada per difendere il lavoro che c’è. “I lavoratori – ha spiegato Massimo Galli – subentrano alle aziende che chiudono mettendosi in gioco. In questo modo non si disperdono le conoscenze e le capacità professionali accumulate in tanti anni.

Il problema del Gallaratese negli ultimi 20 anni è stato quello di non essere riuscito a conservare settori di nicchia, ad es. nel tessile, causa i costi non competitivi. Ma molti stanno ritornando e non bisogna dare spazio a un sentimento di paura. Per non rimpiangere il lavoro, bisogna innanzitutto difendere quello che c’è”. La crisi fortunatamente sta risparmiando le grandi imprese areonatiche, che secondo Nino Cartosio della FIOM vanno difese come aziende globali non solo di componentistica: “L’Agusta e la Aermacchi sono due casi moderni di aziende del settore aerospaziale. Rappresentano due modelli di industria che vanno salvaguardati – ha affermato Cartosio – perché sono comparti industriali completi, dove insieme alla progettazione, produzione e vendita di elicotteri e aerei in tutto il mondo, il 38% del fatturato deriva dai ricavi dei servizi e assistenza postvendita. Non sono aziende confinate in un ruolo di sub fornitori, o assemblatori di prodotti altrui. Oggi è in atto una riorganizzazione ed è necessario vigilare perché i centri di ricerca e produzione restino nei nostri comuni”. Per Mario Aspesi, membro CdA della Sea, arriva un messaggio forte e chiaro: “Non siamo ancora usciti dalla crisi. I dati sono preoccupanti: tra i giovani il 46% per cento è disoccupato. Tuttavia è in un momento di recessione che nascono le nuove idee. Serve una ricostruzione del paese partendo dalla preparazione. Ho conosciuto Davide Sironi il giorno della sua laurea e mi ha colpito il suo argomento di discussione: la riqualificazione dell’Arnetta nel tratto di Gallarate. E’ bello vedere un ragazzo attento al suo paese. Ripartiamo da qui: dal locale e dalle competenze. Dobbiamo riscoprire il piacere del bello perché così non si va da nessuna parte riqualificando centri storici ed edifici abbandonati. A Cardano al Campo abbiamo appena ridato vita a un edificio, soprannominato la casba, creando una ventina di alloggi popolari”. Infine l’Europa con l’euro parlamentare Alessia Mosca: “L’Italia ha perso tante occasioni di finaziamento perché non siamo stati presenti fin dall’inizio del processo. Al Parlamento europeo stiamo facendo diverse battaglie sulla definizione del termine piccole medie imprese “all’italiana”, sui distretti industriali (cluster) inventati da noi italiani, sull’accordo con gli Stati Uniti e con altri 17 paesi del mondo. Ciò significa che anche per le piccole e micro imprese italiane aumenteranno le opportunità. Se vogliamo dare spinta al lavoro dobbiamo sapere che nei prossimi 20 anni il 90 per cento arriverá dall’estero. Dobbiamo ampliare la nostra visione, dobbiamo fare uno sforzo per capire il meccanismo e così cogliere le possibilità. Le amministrazioni locali sono gli anelli di congiunzione tra le aziende del territorio e l’Europa. Bisogna guardare al di là dei propri confini. Questo farà la differenza per garantire delle risposte”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2015
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