Fabrizio Castori, l’esonero della classe operaia salita in Paradiso

Il Carpi ha esonerato l'allenatore (ex Varese) che lo aveva portato in A. Una scelta discutibile avallata dal ds Sean Sogliano. Che per chiudere il cerchio ha chiamato Sannino, grande estimatore dello stesso Castori

castori allenamento varese 1910

La notizia è di questa sera – lunedì 28 settembre – ma gli addetti ai lavori o i semplici tifosi molto addentro nelle cose di calcio, la prevedevano da un paio di mesi. Fabrizio Castori, verace allenatore marchigiano capace di portare in Serie A il piccolo Carpi (al termine di una stagione fantastica), è stato esonerato dalla società emiliana dopo appena sei partite in massima divisione, una categoria che per Castori era nuova di zecca nonostante le 61 primavere sulle spalle.

Il suo peccato? Avere collezionato appena due punti e non essere riuscito a schiodare il Carpi dall’ultimo posto (mentre l’altra “minuscola”, il Frosinone, proprio nello stesso momento conquistava la prima storica vittoria in A). Due punti che però, a vedere il calendario, non sono stati proprio disprezzabili visto il livello delle rivali, e tra l’altro contro il Palermo il pari dei rosanero arrivò in modo rocambolesco.

Da queste parti conosciamo bene Fabrizio Castori, che allenò il Varese subito dopo Maran e che tenne i biancorossi in zona playoff fino a pochissimi giornate dalla fine del torneo. Anche allora ci fu un esonero che risultò sbagliato: quella squadra non ne aveva più, Agostinelli non fece meglio e di quei playoff Neto e compagni persero il treno perdendo a Brescia nell’ultima gara utile. Avere conosciuto allora Castori ci fa dire due cose: 1) di sicuro il gioco del tecnico marchigiano può non piacere, non è molto spettacolare e probabilmente non pretende neppure di esserlo. 2) altrettanto di sicuro, Castori ha dei difetti ma quando sposa una causa si applica con dedizione, con “anima e cuore” che probabilmente vanno oltre alle stesse capacità tecniche.

Ironia della sorte al suo posto è stato chiamato Giuseppe Sannino, altro ex – immenso – della recente storia del Varese che in passato non mancò di caldeggiare proprio Castori per la panchina biancorossa, riconoscendo in lui il medesimo temperamento a bordo campo che anima il tecnico di Ottaviano. Rivedere il Beppe su una panchina di Serie A non può che farci piacere, ma pensare che la sedia sia stata tolta in questo modo a Castori (ci rendiamo conto? Il Carpi in A dopo aver dominato il torneo cadetto…) amareggia parecchio. E l’amaro diventa ancora più pungente pensando che la decisione è stata avallata da Luca Sean Sogliano, terza grande figura biancorossa di questa storia.

A Verona il direttore era riuscito a convivere con Mandorlini, non certo il suo allenatore preferito, e messe da parte le scintille iniziali i due avevano ottenuto risultati importanti con l’Hellas. A Carpi non si è voluto aspettare: il siluro è stato sganciato subito per colpire un operaio che aveva fatto il miracolo. Peccato: ancora una volta il calcio di un certo livello si è mostrato lontano dai sentimenti e anche dal buon senso.

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 28 Settembre 2015
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Commenti

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  1. Scritto da mike

    Tutta la mia stima e solidarietà ad uomo vero, d’altri tempi, che ha avuto solo la “colpa” di portare il Carpi in A ……
    Purtroppo il mondo in cui viviamo ha scordato il significato della parola “riconoscenza” e tutto è diventato squallido e privo di emozioni vere ed importanti!
    Delusione ancora più grande è stato il comportamento di Sean….non me lo aspettavo da uno che credevo avesse umanità e buon senso!

  2. Scritto da volpe

    condivido appieno l’articolo di Franz.
    a prescindere il miracolo della promozione, ma avete visto il calendario iniziale del Carpi!?

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