Le Bettole, primo ippodromo con l’ambulanza per cavalli

L'iniziativa è nata dall'incontro di Alessandro Centinaio, veterinario Fei e fondatore dell'Horse ambulance group, e Guido Borghi presidente della Svicc

ippodromo Horse ambulance group

L’ippodromo delle Bettole di Varese è stato il primo in Italia a dotarsi di un’ambulanza per cavalli. Un’iniziativa nata dall’incontro tra Guido Borghi, patron della Svicc spa, la società che gestisce l’ippodromo e le corse di galoppo a Varese, e l’Horse ambulance group (Hag) gruppo fondato dal veterinario Alessandro Centinaio, precursore nel Belpaese del welfare del cavallo.

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Ambulanza per cavalli all'ippodromo 4 di 7

Le ambulanze dell’Hag sono presenti nei palii e nei concorsi equestri più importanti, tra cui il Longines Global Champions Tour, e da quest’anno, appunto, anche all’ippodromo di Varese. La formula ideata da Centinaio, che ha una grande esperienza nel soccorso ai cavalli in gara, è virtuosa perché ha coinvolto tutti le componenti che ruotano intorno al mondo degli equini a partire dai barbareschi del palio di Legnano, volontari che lui chiama infermieri, formati per intervenire professionalmente in caso di incidenti, naturalmente affiancati da un veterinario. «I nostri addetti al soccorso – ha spiegato Centinaio durante l’ultima riunione della stagione estiva delle Bettole – hanno ricevuto una formazione completa, teorica e pratica. L’ippodromo rappresenta una grande palestra per i nostri ragazzi».

Guido Borghi non solo si è detto entusiasta di questa esperienza ma ha rilanciato sull’onda dell’ottima stagione dell’ippica varesina, partita in sordina e arrivata alla fine con un grande risultato, sportivo e di pubblico, dell’intera attività. «Ci attiveremo per dare continuità a questo servizio – ha spiegato il presidente della Svicc – perché il welfare del cavallo non è solo un fatto di immagine, senz’altro bella ed educativa, ma una questione di civiltà in tutti i sensi se pensiamo che molte discipline sportive non hanno servizi di questo genere all’altezza. L’anno prossimo possiamo prevedere di far pagare un piccolo chip all’entrata per sostenere il servizio. La nostra rivoluzione comincia da qui».

Centinaio, veterinario Fei (Fédération Equestre Internationale)  di lungo corso, è determinato nel condurre la battaglia per l’horse ambulance anche contro il ministero e la burocrazia che tendono a non riconoscere il valore del servizio e della figura dell’infermiere per cavalli. Al centro dell’iniziativa non c’è il business ma l’amore per un animale che con l’uomo è sempre stato molto generoso.

L’Hag tende a ottimizzare le risorse: si serve di volontari formati professionalmente, animati da una profonda passione a cui sarebbe sufficiente garantire un piccolo gettone di presenza. Recupera trail dismessi per il trasporto dei cavalli e li rimette a nuovo grazie alla rete di collaboratori che ruotano intorno al gruppo e  fa tanta formazione soprattutto per quei giovani veterinari volontari che arrivano da tutta Europa per imparare. «Sono sempre vissuto in mezzo ai cavalli – spiega Centinaio – e il loro benessere è il punto centrale di questa iniziativa che con l’aiuto di tanti appassionati permette di contenere i costi. Per fare un esempio l’esercito italiano per un’ambulanza veterinaria sul campo chiede dagli 800 ai 1000 euro al giorno, insostenibile per molte realtà».

La collaborazione è stata accolta con grande favore anche da Marco Gonnelli, presidente degli allenatori di galoppo, perché in questo modo «Le Bettole diventano una sorta di modello europeo».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 02 settembre 2015
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