Scultura e pittura: dall’Ottocento il meglio della GAM di Milano

Viaggio tra i capolavori di Villa Belgiojoso. La più grande collezione municipale di opere dell'Ottocento

Arte - Mostre

“La più grande collezione municipale di opere dell’Ottocento”, così la Galleria d’Arte Moderna di Milano descrive se stessa nella home page del proprio sito: ed è vero, è proprio il XIX secolo, soprattutto la scultura del secolo romantico e dell’inizio del Novecento a segnare con un filo rosso tutto il percorso espositivo nella Villa Reale, appena fuori dai Giardini di via Palestro, nel cuore del capoluogo lombardo.

La GAM, inaugurata nel 1921, ha sede in una residenza il cui nome originario era Villa Belgiojoso, perché completata nel 1796 come residenza del Conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso, ed è un esempio di architettura neoclassica su progetto dell’architetto viennese Leopold Pollack, allievo e collaboratore di Giuseppe Piermarini in città. La villa ha sostanzialmente seguito tutte le vicende postirivoluzionarie: prima come residenza del vicerè Eugenio di Beauharnais, poi come luogo di ratifica della “Pace di Milano” e residenza del maresciallo Radetzky, infine come dimora di Napoleone III. Con il passaggio ai Savoia la villa è probabilmente stata considerata una residenza secondaria rispetto all’omonima e più grande costruzione brianzola, cadendo in disuso fino al passaggio al Comune di Milano, avvenuto nel 1920. Probabile retaggio di queste vicende, immediatamente dopo la biglietteria, in un angolo nascosto a sinistra dell’ anticamera delle scale, è un dipinto bellissimo attribuito al pittore romano Gioacchino Serangeli (1768-1852),  allievo del grande neoclassicista parigino Jacques-Louis David: “Ritratto di Gioacchina Massimiliana Beauharnais“. Considerato fuori percorso da molti avventori, è questo invece un dipinto da vedere.

Per la verità fuori percorso in Galleria ci sono altre cose belle, alcune addirittura prima di comprare il biglietto: è il caso ad esempio appena dentro la porta d’ingresso, subito a sinistra (laddove si entra invece verso destra), nell’angolo meno visitato dell’esposizione c’è un bellissimo busto in marmo del grecista milanese Vincenzo Monti, opera dell’ottimo Abbondio Sangiorgio (1798-1879), milanese anch’egli ed allievo a Brera di Camillo Pacetti, pure lui esposto al piano superiore con le sue piccole sculture in terracotta.

Dell’esposizone propriamente detta si può citare per la sua delicatezza, anche se non eccelso in sè come opera, il dipinto del 1845 “L’afflizione” dell’artista veneto Natale Schiavoni (1777-1858). Bello poi, anch’esso senza essere meraviglioso, ma più che altro per il significato storico e morale che ivi si attribuisce alla vicenda seicentesca della religiosa Maria Virginia de Leyva, è il dipinto del monzese Mosé Bianchi del 1865: “La signora di Monza”.

I re di via Palestro sono però gli scultori, quasi tutti di area milanese o insubrica: il meneghino Pietro Magni (1816-1877), forse sfortunato nella scelta del blocco di marmo de “La leggitrice“, opera magnifica leggermente segnata in particolare sul viso da quello che appare un difetto del materiale. Paolo Troubetzkoy da Intra (1866-1938) con il suo busto in marmo “Ritratto di Emilia Carati” del 1897; Enrico Butti da Viggiù (Va) (1847-1932) che donò alla GAM il suo bronzo “Il minatore” del 1881.

Un fuoriclasse ancora è, forse con opere reduci anche dalla recente esposizione “La luce e la materia”, proprio in questi spazi, Medardo Rosso, torinese allievo a Brera, che ha qui oggi due tra le sue opere più riuscite e conosciute: i bronzi “Birichino” e  Ruffiana“.

Bellissima anche, fusa postuma, la sua scultura in cera su gesso di taglio marcatamente impressionista “Bambino alle cucine economiche“.

Meritano uno sguardo, infine, all’ultimo piano, anche le celebrate Raccolte Grassi e Vismara, che sono fondi di dipinti di tutto rispetto soprattutto per i nomi degli artisti ivi presenti: in particolare Signorini, Segantini, Boccioni ed il bustocco Arturo Tosi (1871-1956) alla Grassi; così come Picasso e Renoir alla Vismara.

Galleria d’Arte Moderna
Villa Reale
Via Palestro 16 – Milano
Tel: 02 884.459.47 – 02 884.459.43
www.gam-milano.com
Orari: da martedì a domenica, dalle 9 alle 17.30 .

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Pubblicato il 22 Novembre 2015
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