Il centrodestra cardanese si presenta a Villa Montevecchio. “Gesto indelicato”

Eliseo Sanfelice critica la scelta della location, la villa della Fondazione Montevecchio "diretta" dal leghista cardanese e samaratese Mattia Zone

Un tuffo negli anni 20 a Villa Montevecchio

Il centrodestra di Cardano al Campo si presenta a Villa Montevecchio a Samarate: una scelta che non piace a Eliseo Sanfelice, ex consigliere comunale e ora attento osservatore della realtà samaratese. A Sanfelice – in mezzo ai messaggi politici e programmatici del centrodestra cardanese – non è sfuggito un aspetto: la presentazione del gruppo politico è avvenuta a Villa Montevecchio a Samarate. Una struttura gestita dalla Fondazione Montevecchio, che ha come presidente proprio uno degli esponenti cardanesi, il leghista Mattia Zone.

«Sia chiaro: niente di irregolare – premette Sanfelice – ma eticamente non è bello. Al di là del colore politico, con tutte le sale che c’erano a Cardano, potevano presentarla a Cardano: che il presidente della Villa Montevecchio usi la villa, dà una connotazione politica a un luogo che dovrebbe essere di tutti. Dà l’impressione di comportarsi un po’ da padrone di casa».

Però si potrebbe dire che un evento del genere porta anche soldi a Samarate, attraverso Fondazione Montevecchio… «Può essere. Ma trovo che sia un gesto indelicato. Un conto sarebbe stato un convegno su un tema che riguardava un territorio più ampio, ma qui si parla di una coalizione politica: una scelta che dà un colore politico alla presidenza, cosa che non dovrebbe essere. Un atteggiamento che ho criticato anche quando alla guida della Fondazione c’era Paccioretti del Pd».

Al di fuori invece di Samarate, Sanfelice fa un’osservazione anche su un punto della presentazione del nuovo gruppo Insieme per il futuro, quello in cui emergeva la critica al Quarto Stato, l’animato circolo della Casa del Popolo, punto di riferimento per molti giovani: «Mi ha invece fatto quasi ridere il passaggio sul Quarto Stato. Io ho difeso in passato un’esperienza come Comunita Giovanile, come luogo di cultura e incontro indipendentemente dalle inclinazioni politiche, in quel caso nel mondo della destra. Allo stesso modo difendo il Quarto Stato oggi: magari con una posizione politica precisa, ma è un luogo di cultura e di confronto».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 30 Marzo 2016
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