L’addio a Pietro Signorelli, il partigiano “Bandito”
Ha combattuto in Emilia e partecipato alla liberazione di Torino. Il funerale sarà celebrato alle 15 di giovedì 31 marzo
Si è spento all’età di 95 anni, Pietro Signorelli, detto Nino, uno dei partigiani del Basso Verbano. Classe 1920, era nato ad Angera e viveva da anni a Taino. «Una persona semplice ma che aveva ben chiaro l’importanza del fine per cui ha combattuto» ricorda la presidente dell’Anpi provinciale, Ester De Tomasi. «Lo avevano soprannominato “il Bandito”, come spesso accadeva con chi partiva per combattere i fascisti. Era cugino di Arturo Merzagora, partigiano angerese ucciso nella strage di Fondo Toce».
Nel 1944, dalla Germania, Signorelli riuscì a raggiungere Bologna e poi Pinerolo dove si unì ad altri partigiani. Particolare fu il fatto che, ad avvicinare Pietro al gruppo locale, fu un distillatore del posto, che conoscendo Angera per la sua grappa, entrò presto in sintonia con quell’uomo arrivato da lontano. Iniziò a combattere nella Quarta Garibaldi e poi nella Brigata Pisacane comandata da Nanni Riccardo di Giustizia e Libertà.
Alcuni anni fa, in un’intervista rilasciata all’Anpi di Ispra e pubblicata in uno dei volumi della collana “Il fiore meraviglioso”, Signorelli raccontò alcuni episodi che lo videro impegnato nella lotta per la liberazione. Raccontò di un primo rastrellamento da parte dei tedeschi che fu mandato a monte dalla reazione compatta dei partigiani nascosti nei boschi, della sua esperienza di staffetta a fianco di una ragazza ebrea e di un duro attacco da parte dei fascisti nel quale si salvarono solo lui e una ragazza.
«E poi l’entrata a Torino Liberata» si legge nell’intervista. «Il 27 nella periferia ad aspettare e il 28 siamo entrati alla Casa del Popolo. Tutta la gente ci veniva a trovare e ci faceva festa, sono spartiti tutti i fascisti… Il 1° maggio nevicava che Dio la mandava».

«Nei suoi ricordi rivedo molto di quanto mi raccontava mio padre – commenta De Tomasi -. In particolare la consapevolezza dell’importanza della lotta per rendere libera l’Italia e costruire le basi che hanno permesso di raggiungere la democrazia. La Costituzione è nata dai valori che ci ha lasciato la Resistenza. Anche Signorelli ricordava che “in montagna c’erano i partiti” e riconosceva l’importanza della politica, come impegno contro l’indifferenza che resta uno dei mali più grandi»
Il funerale di Pietro Signorelli si terrà a Taino alle 15 di oggi, giovedì 31 marzo. Al posto dei fiori, per sua espressa volontà, eventuali offerte potranno essere devolute alle Suore di Taino.
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