Al pranzo Exodus ci sono persone in difficoltà, non approfittatori

Per la prima volta in 18 anni non ha partecipato nessun rappresentante della giunta di governo della città. Il Partito Democratico risponde alle parole del sindaco Cassani

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Ha fatto discutere l’assenza di rappresentanti della giunta comunale al pranzo di Natale di Exodus, una tradizione di lunga data a cui l’amministrazione ha sempre presenziato: quest’anno all’appuntamento per la maggioranza si è presentato, per un saluto, solo il consigliere comunale Giuseppe De Bernardi Martignoni (legato al quartiere che da anni ospita il pranzo, Madonna in Campagna). A far discutere, anche le parole del sindaco Andrea Cassani che ha dichiarato di preferire passare il Natale con i propri cari, piuttosto che «con i costosi» (riferimento in primis ai richiedenti asilo). Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata dal Partito Democratico di Gallarate

 

Gent.mo sig. Sindaco,
al pranzo di Natale, organizzato da 4Exodus presso l’oratorio di Madonna in Campagna, per la prima volta da 18 anni, è mancata la presenza di un rappresentante dell’Amministrazione Comunale.
Non lo consideriamo un segnale positivo; l’Amministrazione Comunale, indipendentemente dall’orientamento politico, ha sempre cercato di essere prossima al bisogno, ed il pranzo della solidarietà ha sempre rappresentato un segnale di impegno concreto ed un forte gesto simbolico. Per la prima volta, il bisogno viene visto dalla amministrazione come un problema e non come un impegno.
Non può distinguere tra ambiti che riguardano cittadini meritevoli, come urbanistica e lavori pubblici, ed ambiti, come i servizi sociali, che riguardano cittadini meno meritevoli.

Siamo d’accordo con lei che il Natale si trascorre meglio in famiglia; lo credono anche i volontari, i quali hanno però pensato, loro che una casa ed una famiglia ce l’hanno tutto l’anno, di fare un regalo a chi non ce li ha. Anche gli ospiti, a loro volta, avrebbero di gran lunga preferito trascorrere il Natale a casa propria. Sarebbe stato un gesto istituzionale encomiabile rinunciare alla famiglia in una circostanza simile, come segno di attenzione ai propri cittadini meno avvantaggiati.
Il pranzo non è nulla alla collettività. Qualcuno tra gli ospiti, a causa del proprio status, può rappresentare un costo, ma non in questa circostanza.
L’atteggiamento degli ospiti non è stato quello di chi considera il padrone di casa un idiota dal cuore tenero. Ma quand’anche così fosse stato, almeno per un giorno sono stati tolti dalla strada quelle che lei considera delle anomalie sociali, e per un giorno, almeno, l’amministrazione che lei dirige ha dovuto faticare di meno.
Non è vero che non c’erano ospiti gallaratesi. Avremmo preferito che così fosse stato perché ciò avrebbe almeno significato minor presenza di fragilità e marginalità tra i nostri cittadini.

Ci piacerebbe anche, visto che siamo in argomento, che l’atteggiamento dell’amministrazione fosse: prima i più bisognosi. Esistono bisognosi, gallaratesi e non; esistono approfittatori, e che ce ne saranno gallaratesi e non. Vi sono extra comunitari di buona volontà: non è giusto che persone di buona volontà, di qualsivoglia provenienza etnica, in stato bisogno, non sentano la vicinanza dell’amministrazione. L’atteggiamento sbrigativo di chi raccoglie nello stesso fascio ogni tipo di erba rappresenta la rinuncia al più elementare raziocinio amministrativo.
L’equazione per cui tutti i politici sono incompetenti ed approfittatori, che ci ferisce, e siamo certi ferisce anche lei, è parente strettissima dell’atteggiamento di chi non vede persone ma gruppi, come Gallaratesi, Extra comunitari, ecc. Trattare persone diverse in modo uguale è iniquo allo stesso modo che trattare persone uguali in modo diverso.
Entrambi questi errori amministrativi sono stati accuratamente evitati durante quello che lei definisce il periodo delle vacche grasse. Noti che, anche dal punto di vista puramente metaforico, lei finisca per presentare la sua come l’Amministrazione delle vacche magre, quando il desiderio di un sindaco dovrebbe essere quello, finalmente, di assicurare delle “vacche giuste”.
Infine, Exodus. Ci risulta che, sollevando l’amministrazione comunale, sostiene 12 cittadini che necessitano di un amministratore di sostegno; che dei 30 dipendenti locali, 20 siano gallaratesi (e che gli extra comunitari siano solo 4, in perfetta linea con la percentuale di immigrati); che, assieme ad altre quattro cooperative gestisca la manutenzione del verde pubblico nell’ambito di un progetto garantendo tirocinii ed assunzioni per un totale di una quindicina di posti, e che sia tuttora in attesa di indicazioni attuative da parte dell’amministrazione.

Scusi la lunghezza, ma l’argomento è vasto, e tutt’altro che esaurito.
Ci auguriamo senza sarcasmi di vederla come rappresentante dell’Amministrazione comunale al prossimo pranzo della solidarietà. In una comunità civile, l’approfittatore va condannato; ma a parte ciò, chi maggiormente può, maggiormente deve dare una mano. L’alternativa è la giungla; colore verde a parte, speriamo vivamente che non sia il suo ideale di società.

Il gruppo consiliare del Partito Democratico

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 dicembre 2016
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