Medicina, salute e tecnologia

In medicina, la tecnologia basata sulla scienza ed il ragionamento deduttivo costituiscono il fondamento per la soluzione dei problemi clinici

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In medicina, la tecnologia basata sulla scienza ed il ragionamento deduttivo costituiscono il fondamento per la soluzione dei problemi clinici. Incredibili progressi nella biochimica, nella biologia cellulare e nella genomica, uniti all’avanzamento delle tecniche di diagnostica per immagini di recente sviluppo, consentono l’accesso e la comprensione delle parti più remote della cellula e alle aree fin’ora più nascoste dell’organismo. A questa parte sperimentale, definita “ricerca di base” va affiancata la “ricerca clinica” che coinvolge direttamente il paziente e gli operatori sanitari che lo seguono. Anche in questo ambito, la tecnologia sta prospettando miglioramenti di entità fin’ora non prevedibile nel campo della diagnostica e della cura.

La nostra crescente fiducia in computer, smartphone ed in generale nella potenza della tecnologia informatica svolge un ruolo sempre più importante nel campo di sanità, medicina e salute. L’accesso ai risultati delle analisi del sangue avviene da tempo quasi universalmente attraverso il computer. In molti centri medici ed ospedali poi oggi esistono cartelle cliniche elettroniche dove sono registrati parametri clinici e vitali (come ad esempio pressione arteriosa, frequenza cardiaca, peso, altezza), referti di indagini radiologiche e strumentali, prescrizioni e somministrazioni di farmaci, riconosciuti con appositi lettori a codici a barre. Senza dubbio questi sistemi permettono una diminuzione dell’errore medico tipico, cioè quello di trascrizione di informazioni con perdita o modifica di una parte di esse. Inoltre, l’aver accesso ai dati del paziente permette agli operatori sanitari di evitare di dover ogni volta “re-inventare la ruota”, ovvero di dover raccogliere da capo la storia clinica di ogni paziente, le sue allergie, la sua terapia farmacologica ad ogni accesso ospedaliero o ambulatoriale.

Di contro, è stato sollevato il problema della privacy per i pazienti, i cui dati sono spesso accessibili a tutti i medici di una struttura ospedaliera, addirittura potenzialmente da tutti gli operatori sanitari di una regione o di un’intero stato. E’ ovvio che basta un unico malintenzionato all’interno di un sistema ospedaliero per trafugare tramite le proprie credenziali d’accesso dati sensibili sulla salute dei pazienti. Le implicazioni sono ovvie: basti pensare ad un ente assicurativo che vuole ottenere informazioni relative alla reale salute delle persone prima di stipulare una polizza, o delle ripercussioni che potrebbero avere aziende o istituzioni nel caso venissero rivelati dettagli sulla salute di manager o dirigenti.

In ogni caso, non si può fermare il progresso, ed in realtà il mondo della medicina è di per sè arretrato rispetto ad altre realtà di tipo industriale per quanto riguarda l’adozione della tecnologia informatica. Le cartelle cliniche elettroniche possiedono potenzialità straordinarie per fornire un rapido accesso alle informazioni cliniche, ai reperti degli studi di diagnostica per immagini, ai risultati degli esami di laboratorio e alle terapie. Inoltre, con l’avvento ormai attuale dell’AI, l’intelligenza artificiale, vi potrebbero essere enormi benefici nel poter incrociare e analizzare grandi quantità di dati di pazienti, ottenendo progressi con rapidità oggi inimmaginabile nel campo della diagnosi precoce e della terapia.

A coloro che potrebbero obiettare avanzando timori riguardo all’avvento dei computer con ridimensionamento del ruolo dell’uomo in medicina, va senza dubbio sottolineare che l’information technology è e dovrà sempre essere semplicemente uno strumento per potenziare le possibilità diagnostiche e curative dell’uomo, senza mai essere in grado di sostituire le decisioni cliniche. L’essere umano infatti, in quanto essere sociale, possiede capacità empatiche e sociali che lo pongono, e sempre, lo porranno, nella migliore posizione per prendere decisioni cliniche considerando bisogni e paure di ogni singolo paziente.

Consulenze online: sono possibili?

Al di là della gestione delle persone malate e ricoverate in ospedale, sta emergendo negli ultimi anni la possibilità di applicare anche all’ambito ambulatoriale la tecnologia di cui attualmente disponiamo, come email ed i servizi di instant messaging (whatsapp e telegram per citare i più noti). Le visite ambulatoriali sono una parte fondamentale del sistema sanitario nazionale, permettono di gestire patologie croniche e disturbi lievi senza dover ricorrere al ricovero ospedaliero, con vantaggi in termini di qualità di vita per il paziente e un risparmio di risorse per il sistema sanitario. Ogni giorno tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici specialisti vengono erogate oltre un milione di prestazioni ambulatoriali nel territorio italiano.

Ciascuna di queste prestazioni richiede risorse come un luogo fisico dove ricevere il paziente, personale dedicato come ad esempio una segretaria che gestisca gli appuntamenti, oltre al tempo necessario per svolgere la visita e quello impiegato dal paziente per raggiungere l’ambulatorio. Appare quindi ovvio che la possibilità di valutare a distanza, tramite una consulenza online, alcuni parametri sanitari, offre dei vantaggi non indifferenti.

Ovviamente, il medico online non può in alcun modo sostituirsi al medico in carne ed ossa che visita il paziente e coglie di persona segni e sintomi che potrebbero indirizzare verso una precisa diagnosi. Ciò nonostante, la possibilità di consultare un medico tramite chat potrebbe avere dei vantaggi per quanto riguarda la risoluzione di dubbi o perplessità di rilevanza non primaria, tale da non poter giustificare una visita specialistica ordinaria.

D’altronde, è pratica comune sentire telefonicamente la guardia medica o il proprio medico di base per comunicare alcuni dettagli del proprio stato di salute e ricevere indicazioni telefoniche: a chi non è mai capitato di chiamare il pediatra per comunicare che “il bimbo ha ancora febbre”, ricevendo indicazioni su modifiche della terapia antipiretica o antibiotica in corso? Spesso, i medici più giovani o aggiornati ricevono giornalmente dai propri pazienti referti di esami del sangue o di foto di parti del corpo “ammalate”: arrossamenti cutanei, occhi irritati, lingua impaniata, unghie striate sono solo alcuni esempi di foto che un medico più ricevere sul proprio smatphone.

In alcuni casi quindi, la valutazione di esami bioumorali o il controllo a distanza di parametri vitali come il peso o la pressione arteriosa, potrebbe giovare di un sistema rapido come può essere una email o un messaggio su un’app dedicata. Questo potrebbe essere valido soprattutto per pazienti già noti ai medici, conoscendo quindi già storia e caratteristiche cliniche e potendosi concentrare sul problema specifico oggetto della comunicazione online.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Dicembre 2017
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