Confartigianato: “Per affrontare l’industria 4.0 servono competenze, integrazione ed ecosistema”

L’analisi di Confartigianato Imprese Varese in occasione della visita del Ministro Carlo Calenda a Varese. L’obiettivo è un nuovo artigianato dell’innovazione

calenda a Varese

Rafforzamento dei processi di formazione permanente e accrescimento delle competenze. Percorsi di management aziendale per titolari di Pmi artigiane e industriali. Consolidamento dei percorsi avviati dal Piano Nazionale Industria 4.0 per permettere ad aziende di piccole e medie dimensioni un’adeguata pianificazione degli investimenti; sostegno alle reti di impresa e alle reti di filiera.

E, ancora, accrescimento delle competenze interne alle istituzioni formative. Incremento dei percorsi di apprendistato di terzo livello nell’ambito dell’alta formazione tecnica. E sostegno ai processi di innovazione di aziende di servizio e Pubblica Amministrazione per creare un ecosistema di supporto ai processi di I4.0 attraverso infrastrutture (fisiche e digitali) e competenze tecniche adeguate.

Sono queste le proposte presentate da Confartigianato Imprese Varese a Carlo Calenda, in occasione del confronto promosso nella giornata di mercoledì 21 febbraio dall’amministrazione comunale tra associazioni e Ministro dello Sviluppo Economico.

Resta, su tutti, un dato: per le piccole e medie imprese (e non solo per loro) Impresa 4.0 non può limitarsi al mero, seppur positivo, indicatore relativo all’acquisto di macchinari, ma deve evolvere in processi di integrazione e interconnessione. Processi che sono in corso ma che devono essere sostenuti a tutti i livelli formativi, amministrativi e normativi.

«In un quadro di ripresa non consolidata, notiamo una polarizzazione tra Pmi strutturate, orientate alla digitalizzazione e all’internazionalizzazione e Pmi legate a processi tradizionali per le quali sono necessari tempi più lunghi e interventi mirati all’accrescimento delle competenze» spiega Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Imprese Varese.

Il dato relativo alla conoscenza e all’applicazione del Piano Nazionale Industria 4.0 diverge, in questo senso, da quello della grande industria. Ma, in sé, non è un dato negativo. «E’ un dato, piuttosto, che deve spingere tutti a proseguire nella direzione da noi indicata, già dal 2014, con Faberlab: ovvero, diffondere la cultura digitale e le sue applicazioni per consentire all’intero sistema produttivo di rafforzare competenze, customizzare l’offerta e qualificare i prodotti».

L’obiettivo è un nuovo artigianato dell’innovazione, «sintesi solida e sofisticata tra macchine e uomo, intelligenza, creatività, semplificazione e usabilità dei prodotti».

«Un impegno che ci siamo assunti e che continueremo al perseguire, e al quale andrà affiancata una crescita diffusa del livello di innovazione, sia nella pubblica amministrazione che nelle imprese di servizio». Perché Impresa 4.0 avrà raggiunto l’obiettivo nel momento in cui non rimarrà circoscritta al sistema economico, ma diventerà ecosistema territoriale.

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Pubblicato il 22 Febbraio 2018
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