Anima mundi, dalla messa in Togo alla questua dei monaci in Laos

Seconda puntata del nuovo documentario della serie “In viaggio col Mercante": un viaggio nella religiosità del mondo, alla ricerca dell'"Anima mundi"

Giancarlo Samaritani ci presenta la prima puntata del nuovo documentario della serie “In viaggio col Mercante” che, in un periodo intenso come quello pasquale, permette un’importante riflessione: un viaggio nella spiritualità del mondo. Le immagini sono state raccolte durante i numerosi viaggi effettuati, questo è il secondo dei contributi di cui sarà composto il viaggio: racconta una messa in Togo, il culto degli antenati in Ghana, il rito buddista della questua mattutina in Laos

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Africa Occidentale, Togo, villaggio sull’altopiano centrale, zona di coltivatori di caffè, cacao e ananas.

Sempre in Africa Occidentale, ho visitato diverse volte i paesi che si affacciano sul golfo di Guinea, ho assistito a diversi rituali animisti, però ho instaurato rapporti anche con missionari e sacerdoti cristiani. Mi è capitato di assistere alla celebrazione della liturgia nella solennità della festa del Cristo Re, erano i primi giorni di dicembre, una grande affluenza di fedeli accorreva nelle chiese. Il rito in quei territori si svolge in modo suggestivo, la musica e le danze sono espressioni gioiose e festose tradizionali imprescindibili attraverso le quali esprimere il proprio fervore. In questi luoghi dove l’animismo è radicato nell’intimo di ogni persona indipendentemente dal credo di appartenenza la cerimonia assume un carattere unico.

Africa Occidentale, Ghana, città di Kumasi, il sabato è giorno di funerali.

“Gli antenati sono in grado di proteggere i discendenti perchè possono influire positivamente o negativamente sul loro destino.”
Il culto degli antenati si riferisce a credenze che traggono origine dall’animismo e che appartengono tutt’ora a molte culture, a volte con importanti variazioni previste dalla dottrina religiosa.
Il culto professa l’anima immortale e la facoltà che hanno i defunti appartenenti a una famiglia o ad un clan di influire positivamente o negativamente sul destino e quindi di proteggere i loro discendenti.
Sono considerati intermediari tra il dio supremo o gli dei ed il popolo, i vivi possono comunicare con loro con preghiere ed attraverso sacrifici e ricevono rivelazioni in sogno oppure tramite messaggi di medium.
I riti associati al culto degli antenati hanno in genere lo scopo di assicurare che gli antenati siano felici e ben disposti verso la propria discendenza. L’atteggiamento verso di loro è un misto di paura e riverenza perchò si ritiene che gli antenati, se trascurati, possano causare malattie e altre disgrazie. Il culto degli antenati è presente in quasi tutte le religioni, è previsto anche nella religione cattolica, ma la differenza sta nel fatto che i cristiani credono in una vita eterna dopo la morte e pregano per i defunti, ma non credono che essi possano avere influssi positivi e negativi sulla vita della gente.

Indocina, Laos, città di Luang Pranag.

In estremo oriente nei paesi buddisti il Tak Bat è un rito religioso antichissimo, si tratta della questua mattutina dei monaci buddisti che all’alba escono dai templi e, formando una lunga colonna, raccolgono il riso bollito offerto loro dai fedeli. Tutti i giorni si ripete questo rituale che permette ai monaci di ricevere il necessario cibo per la giornata ed ai fedeli di compiere il loro atto di carità quotidiano.

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(Fine seconda parte – continua)

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Pubblicato il 30 Marzo 2018
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