A Legnano si fanno i corsi per prepararsi al matrimonio civile

Adesione del Comune di Legnano all’iniziativa proposta dall’associazione Famiglia ti ascolto

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Un corso prematrimoniale, gratuito e a frequentazione libera, per chi sceglie di non sposarsi in chiesa e preferisce la convivenza o il matrimonio laico. La proposta si compone di cinque incontri, a partire dalla primavera 2018, per aiutare la coppia ad affrontare meglio la vita a due.

A partire dagli anni Ottanta, sempre meno persone si sposano in chiesa, tant’è che i matrimoni civili hanno superato abbondantemente quelli religiosi. Non solo, la scelta della convivenza è sempre più diffusa. La nostra società assume i contorni di una collettività secolarizzata, multi culturale e multi religiosa. Secondo gli ultimi dati Istat, la diminuzione dei matrimoni in Italia è in atto da oltre 40 anni, e la sua recente accelerazione è dovuta al cambiamento della composizione della popolazione per età. Nel 2015 i giovani di cittadinanza italiana tra i 16 e i 34 anni erano circa 10 milioni e 500 mila, oltre un milione e 500 mila in meno rispetto al 2008. L’età delle persone che contraggono il matrimonio è cresciuta: in media gli sposi hanno 35 anni. Mentre la durata media delle unioni, in caso di separazione, è di 17 anni.

In questo contesto, il corso propone un momento di riflessione alle coppie che oggi scelgono il matrimonio civile come vincolo per la loro unione ma si rivolge anche alle coppie che si affacciano nuovamente al matrimonio dopo precedenti esperienze, ormai terminate. Potenzialmente interessati anche coloro che stanno iniziando una convivenza, scelta a sua volta fondata sull’impegno reciproco e su un progetto di vita. Il corso cercherà di superare la visione esclusivamente idealistica del matrimonio e della coppia (garanzia di futuro, felicità, realizzazione…), visione che spesso prelude al fallimento del progetto di una vita insieme al sopraggiungere dei primi momenti di crisi, accrescendo nei partecipanti la consapevolezza dei doveri reciproci che il vincolo matrimoniale comporta anche a livello giuridico.

Di seguito, i momenti in cui è articolato il programma messo a punto dal Centro Famiglia ti Ascolto.

– Comunicazione come fondamento della vita di coppia: emozioni, conflitti, aspettative. Quanto conta sapere comunicare in una relazione a due per una serena convivenza.
– La coppia e gli altri: famiglie di origine, figli e famiglie allargate. Non solo due compagni di vita ma anche familiari e parenti: le coppie di oggi estese e condivise.
– Il contratto matrimoniale: da individui a coniugi. I regimi patrimoniali per le coppie coniugate e conviventi. Il matrimonio come contratto: riflessioni sugli articoli del codice civile.
– Dall’individualismo alla collaborazione reciproca. La negoziazione. Sviluppo del tema dell’amore in coppia: saper scendere a compromessi ed andare incontro alle esigenze altrui.
– Cerimonie laiche: il matrimonio laico umanista, il benvenuto in società, il senso dell’accoglienza.

«Dalla mia posizione – ha fatto presente l’assessore ai Servizi sociali, Ilaria Ceroni – percepisco la necessità di punti di riferimento per coppie che si apprestano a cambiamenti importanti come la creazione di una famiglia. Il mio ruolo mi mette in contatto con la fragilità e vedo quanto sia diffuso il bisogno di capire, di conoscere certe responsabilità, anche giuridiche. E’ qualcosa che va oltre l’idea cattolica del matrimonio». Marina Gusmeri, in rappresentanza di “Famiglia ti ascolto” ha ripercorso la storia del sodalizio («in tre anni oltre cento contatti che corrispondono ad altrettante famiglie, rapporti basati sull’ascoltare senza giudicare, con garanzia di riservatezza e gratuitamente») ha espresso soddisfazione per la definizione del corso: «E’ un valore aggiunto per il Comune. Non mi risulta che ce ne siano altri che offrano una simile possibilità».

Così don Paolo Gessaga nel riassumere le motivazioni della proposta: «Occorre sapere capire l’evoluzione del contesto sociale, cogliere una fragilità psicologica più diffusa e accentuata che in passato e assicurare attenzione pedagogica verso le persone, in modo che queste siano consapevoli delle decisioni che stanno prendendo».

Gli incontri avranno un’impostazione quanto più possibile dinamica. Non lezioni frontali ma un cammino condiviso da partecipanti e relatori. Saranno presenti figure quali: psicologo, coppia guida, avvocato matrimonialista, consulente familiare e l’ufficiale di stato civile. «Lavoreremo – ha confermato lo psicologo Javier Vinaras – con le esperienze che i partecipanti ci porteranno. L’idea non è quella di insegnare qualcosa ma di ragionare insieme».

Per informazioni, 0331.471218 (Ufficio matrimoni del Comune) e, per l’associazione “Famiglia ti ascolto”, 331.8559151, contatti@famigliatiascolto.eu, info@famigliatiascolto.eu.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 marzo 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Gianluca Ribolzi

    Ma non l’avete capito che la gente si sposa in comune e non battezza più i figli perchè ne ha piene le scatole di una chiesa basata su preti pedofili e cardinali compiacenti? Chi vuole andare ad un corso prematrimoniale da un prete che non sa cosa vuol dire avere e gestire una famiglia? Chi vuol far entrare il proprio figlio in una comunità di persone che difende chi i bambini li violenta e ne abusa? E queste associazioni di baciapile cosa fanno? Si inventano i corsi nei comuni, che, non capendo cosa vuole la gente, acconsentono anche a farglieli fare. In 2000 anni le religioni hanno fatto e continuano a fare milioni di morti. Sarebbe ora di guarire da questa ottusità credulona e medievale.

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