Brunori Sas emoziona l’Apollonio tra ironia, canzoni e incertezze

Serata sold out per il cantautore calabrese che ha fatto tappa al teatro per l'ultima data del tour "Canzoni e monologhi sull'incertezza"

Concerto di Brunori Sas 2018 teatro di Varese

Ci vuole un certo talento per salire sul palcoscenico vestito da “agente immobiliare” ed emozionare il pubblico. Alternare le citazioni di Socrate con l’imitazione di un ippopotamo che balla o citare Bauman per poi parlare delle avventure di tuo nipote Francesco.

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Concerto di Brunori Sas 2018 teatro di Varese 4 di 18

L’ultimo spettacolo di Brunori Sas è questo e molto di più. Il cantautore calabrese ieri sera (sabato 28 aprile) è arrivato in città per l’ultima data del tour “Canzoni e monologhi sull’incertezza”, portando in scena un canovaccio dalla formula densa di contenuti eppure squisitamente leggera.

Come uno dei migliori mattatori, Brunori tiene il palcoscenico per più di due ore, alternando interventi parlati che indagano sulle piccole e grandi incertezze della vita, alle sue canzoni. Uno spettacolo che è nato dopo l’uscita dell’album “A casa tutto bene” e che ha riportato l’artista alla congeniale dimensione del teatro, dopo l’esperienza del 2015 con “Una società a responsabilità limitata”.

Anche questa volta, sul palcoscenico troviamo l’autoironia e la semplicità che lo caratterizzano fin dall’inizio ma anche la sicurezza di chi ha trovato “casa” davanti al suo pubblico. E così, quando sale sul palcoscenico gli bastano “Secondo me” e “La vita Liquida”, suonate al pianoforte, per portarsi dietro tutte le 1200 persone presenti in un teatro che ha registrato sold out da tempo.

Lo spettacolo è un continuo alternarsi di stati d’animo: si ride e si riflette durante i monologhi e ci si commuove durante le canzoni. Brunori suona il pianoforte per poi andare al microfono. Si muove sul palcoscenico, gioca con il filo a “ginnastica ritmica”, si autocita e autocelebra.  Gioca sui luoghi comuni, “avete notato che i cantautori mentre parlano si toccano sempre la barba? Adesso lo faccio anche io”. Racconta della tipica nonna del sud, “che quando il nipote va via si mette a piangere” ma poi si fa serio e racconta dei dubbi e delle paure della società liquida contemporanea e sull’incertezza che la colpisce. “La soluzione qual è? Restare fermi ed essere prudenti? o buttarsi verso il nuovo ad occhi chiusi e rischiare di essere felice?”.

Intanto, a fine serata, l’unica certezza resta la bravura di uno dei grandi cantautori contemporanei, capace di raccontare il mondo in cui vive ma attingendo dai colleghi del passato. Quasi come un omaggio, durante l’esibizione dei brani, viene in mente la teatralità di Dalla o per alcuni arrangiamenti De Andrè. Ed è forse anche questa una delle grandi caratteristiche di Brunori, “essere un po’ nonno dentro” ma nello stesso tempo andare “a mangiare il Ramen sui Navigli perchè va di moda”.

Ad accompagnarlo una band, formata dai suoi storici musicisti, capaci di seguirlo nei momenti più divertenti come quelli più intensi. Posizionati dietro di lui su pedane in obliquo, come a sottolineare il tema dello spettacolo, appaiono e scompaiono dietro a delle tende seguendo “le regole del gioco”. La scaletta della serata invece, continua con “Lamezia -Milano”, “Canzone contro la paura”, “Colpo di pistola”, “Don Abbondio”, “Uomo nero”, “Sabato Bestiale” “, Diego e io”, “Il costume da torero”, “Come stai”, “La vigilia di Natale”, “La verità”, “La vita pensata” . Si conclude con “Kurt Cobain” e “Arrivederci Tristezza”, prima di lasciare spazio agli applausi del pubblico e agli abbracci sinceri tra i musicisti che salutano questo tour dopo due mesi di pienoni in tutta Italia.

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 29 aprile 2018
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