Gabriele Lavia apre Tra sacro e Sacro Monte
Un istrionico Gabriele Lavia ha aperto, giovedì 5 luglio, l'edizione 2018 di Tra sacro e Sacro Monte
Un istrionico Gabriele Lavia ha aperto l’edizione 2018 di Tra sacro e Sacro Monte.
Il grande attore ha aperto il festival con una performance durata quasi due ore, in una rilettura di Leopardi che ha coinvolto attivamente il pubblico: con un dialogo costante tra lui e gli spettatori – arciprete del sacro Monte compreso, invitato a “costruire un teatro, o convincere il sindaco (seduto di fianco a lui, ndr) a costruirne uno” – lo spettacolo si è svolto a metà tra una interrogazione, un’esegesi del testo, una incredibile performance di passione e memoria.
Da segnalare per esempio la parte centrale, dove Lavia ha recitato, senza alcuna soluzione di continuità, almeno una decina di poesie del poeta di Recanati, creando uno straordinario “cortocircuito” tra chi ascoltava, che a un certo punto non sapeva più quale poesia stesse declamando.
Nel mezzo una conversazione, anche leggera e ironica, di quelle che non ti aspetti dal personaggio Gabriele Lavia: dai suoi ricordi di Recanati («Che è esattamente come la descrive Leopardi, c’è persino sempre un passero sul campanile, forse l’han costruito di legno per i turisti”) all'”interrogazione” dell’artista agli spettatori sulle principali poesie, che sono state cosi il cuore dell’esperienza, anche attiva, degli spettatori.
Le centinaia di persone che hanno riempito la terrazza del Mosè al Sacro Monte, e anche oltre, hanno tra l’altro recitato con lui l’Infinito: la chiusa ideale per la lunga e coinvolgente serata che ha aperto la nona edizione del festival Tra il Sacro e il Sacro Monte.
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