«Salvare la scuolina di Cazzago si può: vi dico come»
Il sindaco di Bodio Lomnago ha già presentato una proposta al dirigente scolastico: uniformare i servizi e proporre per i prossimi anni mensa pre e dopo scuola uguale per tutti
«Mi hanno accusato di voler chiudere la scuola di Cazzago Brabbia. Nulla di più falso. Io, al contrario, sto lavorano per fare in modo che nasca un unico plesso che offra i medesimi servizi». Eleonora Paolelli, sindaco di Bodio Lomnago, non era presente all’assemblea organizzata dal collega Emilio Magni a fine maggio in cui si parlava della difficoltà di formare una classe prima a Cazzago Brabbia per mancanza di iscritti.
Una “defezione” volontaria, perché, spiega il sindaco, una strategia per “salvare” le due scuole, quella piccola di Cazzago che accoglie anche i bimbi di Inarzo, e quella del suo paese, ce l’ha. Ma ha trovato un solo alleato nel dirigente scolastico Claudio Lesica, che ora però va in pensione.
«Proporrò la medesima idea al dirigente che verrà – spiega la Paolelli – perché sono convinta che sia una buona soluzione. Se Cazzago ha pochi iscritti ed è costretta a fare una pluriclasse, occorre ripensare la proposta. I genitori devono trovare gli stessi servizi in tutte e due le scuole; con Lesica avevamo pensato a questa ipotesi: lavorare quest’anno a realizzare servizi di mensa, pre e dopo scuola uguali per tutti. Questo abbasserebbe i costi e migliorerebbe la qualità. Il prossimo anni, quindi per il 2019/2020, i genitori troverebbero già una unificazione, non del plesso ma dell’offerta».
Insomma, l’idea del sindaco di Bodio Lomnago è piuttosto semplice: creare prima “il contenuto” e poi pensare al “contenitore”.
«I tempi non sono maturi per pensare alla costruzione di un unico edificio per i bambini di Inarzo, Cazzago Brabbia e Bodio Lomnago.
La ricerca di un’area baricentrica, che quindi soddisfi, tutti e tre i paesi per ora non ha dato risultati. Io nel mio PGT ho individuato una zona accanto al Campo Sportivo, quindi abbastanza equidistante, ma pare non piaccia ai colleghi dei comuni limitrofi.
Non possiamo però nemmeno allungare i tempi all’infinito, con il rischio che la scuola di Cazzago Brabbia si trovi in seria difficoltà. Io una soluzione l’ho trovata e mi pare la più semplice e soddisfacente. Sarebbe ora che si smettesse di ragionare come se si vivesse in un feudo: e il primo a dover cambiare mentalità è proprio chi governa il paese».
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