Anni di incomprensioni che hanno spento due vite

Gli screzi tra la coppia cominciati molti anni fa. Poi la malattia della donna. La polizia era già intervenuta in passato

polizia notte

Nella vita si assiste a cambiamenti ogni giorno e ci sono quelli grandi e quelli meno importanti. In mezzo c’è l’esistenza, sempre in bilico e che si assottiglia col passare degli anni e che può diventare anche molto fragile.

È forse in questo contesto che ci si può avvicinare al perché, per dare un senso ai gesti che hanno portato un anziano a strangolare la moglie per poi togliersi la vita.

Le vittime sono, lui, Giovanni Gallone, 72 anni, autotrasportatore in pensione di origini pugliesi; lei, Maria Dolores Della Bella, bustocca, 68 anni, casalinga.

Nel 2013 la polizia di stato intervenne con alcune indagini per via di una segnalazione da parte della donna. Un’accusa pesante: maltrattamenti in famiglia, che spinsero gli uomini del commissariato ad approfondire. Vennero sentiti i parenti più stretti.

Un’indagine che finì in un nulla di fatto ma che scoprì responsabilità che non corrispondevano del tutto a quanto lamentato. Anzi, per certi versi sembra che l’uomo fosse fortemente schiacciato dalla personalità della moglie. Giovanni Gallone era però armato, e la questura decise di sequestrargli in via del tutto precauzionale un fucile.

Poi la scoperta della malattia della moglie. Una prima operazione e la recidiva, mesi fa. Sabato Maria Dolores venne dimessa dopo 40 giorni d’ospedale dopo aver subito un intervento chirurgico.

Una situazione psicologica molto difficile, ancora discussioni e la chiamata al 112 della figlia proprio sabato che, come erroneamente riportato in un primo momento, non era in vacanza.

Poi il silenzio, troppo silenzio in quell’appartamento del condominio di Beata Giuliana, e la brutta scoperta in una casa con la porta chiusa dall’interno e senza segni di scasso.

Questa mattina, lunedì, in Procura è stato fatto il punto tra investigatori e inquirenti.

Il pubblico ministero Rossella Incardona sta occupandosi delle indagini: sarà probabilmente l’autopsia – non ancora effettuata – a spiegare gli ultimi attimi di vita della donna e di suo marito; verranno analizzati i tabulati telefonici, verrà visionata la cartella clinica della signora.

E forse questi elementi serviranno ad avvicinarsi a quel “perché” pronunciato da quanti hanno appreso di questa tragedia estiva.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2018
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