Il manifatturiero rischia di fermarsi. L’allarme di Confindustria Lombardia

Marco Bonometti: «Il motore manifatturiero d’Italia, dopo una serie di trimestri di crescita sostenuta e costante, rallenta e rischia di fermarsi»

confindustria Lombardia

«Il motore manifatturiero d’Italia, dopo una serie di trimestri di crescita sostenuta e costante, rallenta e rischia di fermarsi se non si creeranno quelle condizioni favorevoli allo sviluppo e alla crescita delle imprese che da tempo Confindustria sollecita. Preoccupa l’occupazione con un mercato del lavoro piatto, nonostante il positivo riassorbimento quasi del 100% della cassa integrazione». Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, esprime con chiarezza la preoccupazione che in questo periodo caratterizza il mondo imprenditoriale.

«Dobbiamo recuperare la fiducia che gli imprenditori sembrano avere smarrito in questi mesi, a causa dei tanti nodi di incertezza sia interni che esterni –  continua Bonometti  – A livello nazionale assistiamo ad alcune scelte politiche che vanno in controtendenza rispetto a quel forte stimolo di cui la nostra economia avrebbe bisogno e, parallelamente, al rallentamento del commercio mondiale e alle incertezze a livello europeo con all’orizzonte uno stravolgimento degli assetti politici comunitari. Per reagire e superare questo stallo bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti concreti, rafforzando il mercato interno, investendo in formazione, in particolare su Industria 4.0, e facendo ripartire gli investimenti, sia pubblici che privati, in infrastrutture e grandi opere».

«Siamo in una fase in cui le imprese fanno fatica a reperire profili tecnici sul mercato – sottolinea il presidente degli industriali lombardi  – a causa del disallineamento cronico tra domanda e offerta di lavoro, scompaiono una serie di figure professionali e ne stanno nascendo di nuove, e ad oggi è difficile prevedere i profili che saranno richiesti dalle aziende tra 10 anni, e il governo cosa fa? Decide di tagliare il credito d’imposta previsto per la formazione dei lavoratori impiegati in imprese 4.0 e, cosa ancora più grave, riduce i percorsi di alternanza scuola-lavoro tagliando ore e fondi già previsti. Va rivalutata la formazione professionale con risorse adeguate. Gli investimenti sul capitale umano sono strategici e lungimiranti per un paese che stenta a crescere».

«Sono decenni che sosteniamo la necessità di realizzare le opere strategiche per favorire lo sviluppo del nostro tessuto economico e avvicinare le nostre imprese ai mercati mondiali. Bisogna portare avanti la realizzazione di opere strategiche come la TAV Torino-Lione, ma anche il Terzo Valico e la Pedemontana, per connettere meglio i nostri territori con l’Europa e consentire a chi produce di innalzare i livelli di competitività. Non devono essere bloccati i progetti già definiti. E’ invece necessario trovare modalità diverse per assegnare le nuove opere, garantendo la loro utilità e la corretta realizzazione in tempi certi e veloci».

Infine, per Confindustria Lombardia bisogna contribuire alla risoluzione dei problemi della circolazione delle merci causati dai provvedimenti restrittivi per l’attraversamento di ponti, viadotti e cavalcavia e velocizzare le procedure per il rilascio delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 novembre 2018
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