I padri Somaschi: “Quel bando ci mortifica, non buttiamo via l’accoglienza diffusa”
La Fondazione Somaschi ha deciso, come moltissime altre organizzazioni, di non presentarsi al bando a causa del dimezzamento del contributo statale all'accoglienza diffusa
In merito al bando della prefettura di Milano per l’accoglienza di richiedenti asilo e protezione internazionale, la cui gara si è conclusa lo scorso 25 marzo con la verifica degli enti partecipanti e dei posti coperti, la Fondazione Somaschi conferma la scelta di non aver partecipato alla gara e ribadisce l’importanza che venga data continuità ai percorsi di ospitalità e di integrazione.
«Il nuovo bando della prefettura di Milano – dichiara il portavoce Valerio Pedroni – mortifica l’accoglienza diffusa riconoscendole un contributo inferiore a quello garantito all’accoglienza collettiva e decisamente più basso di quello riconosciuto dal bando precedente passando dai 34,50 euro al giorno a 20,50 (18,00 euro + 2,50 euro di pocket money). Con questo contributo giornaliero è solo possibile offrire la prima assistenza, ma non la presenza di personale sociale in grado di gestire con qualità l’accoglienza e indirizzarla all’integrazione».
«La Fondazione Somaschi ha deciso, come moltissime altre organizzazioni, di non presentarsi al bando. Dal 2014 – continua Pedroni – ospitiamo nel territorio metropolitano di Milano circa 30 persone in convenzione con la prefettura in regime di CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) nei Comuni di Rescaldina, Busto Garolfo, Inveruno e San Zenone al Lambro. Ci siamo concentrati sull’accoglienza in piccoli appartamenti, volta all’integrazione».
«Aspettiamo ora di capire quali saranno gli sviluppi relativi all’accoglienza di richiedenti asilo e protezione internazionale – conclude Pedroni -. Fondazione Somaschi è disponibile a continuare la propria attività e a confrontarsi con le istituzioni per garantire un’accoglienza a condizioni ragionevoli. La questione ha una valenza complessiva e non solo economica e riteniamo che le richieste specifiche del bando, relative per esempio ai materiali monouso da utilizzare negli appartamenti, mantengano uno stato di provvisorietà e non garantiscano un’ospitalità finalizzata a integrare i migranti».
Fondazione Somaschi Onlus
Da oltre 500 anni, sull’esempio di San Girolamo Emiliani, i Padri Somaschi offrono accoglienza e aiuto alle persone più vulnerabili. Attiva dal 2012, Fondazione Somaschi Onlus raccoglie l’eredità somasca accorpando le opere sociali e assistenziali della provincia lombardo-veneta e ligure-piemontese attraverso la collaborazione di religiosi e laici. La Onlus accoglie chi ha bisogno e vive ai margini della società con diverse modalità di intervento, per strada e nelle proprie case, che vanno dai servizi di bassa soglia alla residenzialità.
I beneficiari sono minori abbandonati, donne vittima di violenza e di tratta, sole e con figli, migranti, persone fragili e con dipendenze, malati di HIV, persone senza dimora, gruppi rom. Oggi in Fondazione Somaschi operano circa 250 operatori (educatori, psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali) e altrettanti volontari. La Onlus gestisce 28 comunità, 35 appartamenti di housing sociale, 20 appartamenti per l’autonomia, 5 centri di accoglienza per migranti, 1 centro diurno per senza dimora. Sono inoltre 5 le unità di strada settimanali organizzate a Milano e nell’hinterland per offrire aiuto alle donne vittima di sfruttamento sessuale.
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