Gli ospedali del Varesotto? “Sono ammalati gravi”

Il consigliere del PD Samuele Astuti ha visitato tutti i presidi della provincia cogliendo le difficoltà del sistema e proponendo una terapia

È partito da Luino l’aprile scorso e ha concluso il suo viaggio a Cuasso al Monte. Ha girato tutti gli ospedali dal Nord al Sud della provincia. Ha incontrato medici e infermieri, parlato con pazienti e manager, per farsi un’idea dello stato di salute della sanità del Varesotto.

Venerdì sera, 28 giugno, Samuele Astuti, consigliere regionale del PD, racconterà, nel corso di un incontro alla Schiranna alla festa dell’Unità, ciò che ha visto e saputo.

Un bilancio negativo dove elencherà le criticità che affliggono un sistema decisamente in affanno: «La situazione è estremamente difficile e, finchè dalla Regione non arriveranno le linee guida per impostare il programma di sviluppo strategico, i direttori generali nominati a dicembre avranno le mani legate, blindati dai vecchi POAS».

Il male maggiore è l’organizzazione della rete sanitaria che non dà alternative agli ospedalisul territorio: «Abbiamo un’organizzazione ospedalocentrica e sul territorio non c’è nulla. Le persone intasano il pronto soccorso perchè non hanno scelta. Nonostante la riforma della sanità approvata 4 anni fa prevedesse delle strutture alternative, fino a oggi non è ancora stato fatto un passo verso il potenziamento del territorio. La normativa parlava di PRESST, di POT ma quelle indicazioni sono rimaste lettera morta. Se si vuole davvero risolvere i problemi della sanità, occorre attivare almeno un “PRESST” per ogni ambito distrettuale, coinvolgendo, i sindaci che avrebbero così maggiori poteri decisionali».

Il PRESST, a cui fa riferimento Samuele Astuti, è un Presidio previsto dalla legge 23 che offre l’assistenza della medicina di di base, le principali specialità, personale infermieristico, assistente sociale e il servizio di segreteria. A questo presidio dovrebbe poi sommarsi un POT che già a suo tempo era stato individuato all’ospedale di Somma per la cura delle cronicità ma che, di fatto, non è decollato.

La fotografia di Samuele Astuti è di una provincia “messa male” quanto a offerta e accoglienza ospedaliera: « Il sistema si regge solo sull’abnegazione e sulla professionalità di medici e infermieri – commenta Astuti – manca tutto: personale, sia della parte medica sia del comparto. Anche le strutture edilizie sono abbastanza carenti: occorrono interventi urgenti quasi ovunque».

Da Milano, però, non arrivano risposte, mancano le linee guida : « Manca il coraggio di prendere delle decisioni ormai non più rinviabili ma che solleveranno malumori. Occorre che si disegni una rete sanitaria che risponda effettivamente ai bisogni del territorio di riferimento. Duplicare specialità, magari a pochi chilometri di distanza, non ha senso. Io auspico un modello di rete ospedaliera che si basi sull’emergenza urgenza con il pronto soccorso ma poi investa su poche specialità, quelle mirate al bisogno dell’utenza, in base agli studi epidemiologici che ci sono».

Sono soprattutto i piccoli ospedali che occorre mettere in rete, per renderli efficienti ma anche attrattivi dal punto di vista del personale: « Con flussi operativi definiti e strutture adeguate, i problemi di personale potrebbero ridursi. Oggi la domanda di specialisti è di gran lunga superiore all’offerta e i medici preferiscono andare in luoghi più interessanti e centrali».

Delicatissima è infine la situazione degli ospedali di Busto e Gallarate: « È stato fatto l’annuncio e poi più nulla. Intanto è immediatamente partita la procedura di accorpamento con il risultato che i due presidi hanno perso credibilità. Eppure, sommati insieme, hanno una mole di lavoro in ambito dell’emergenza e urgenza tra le maggiori di tutta la Lombardia. Nonostante i numeri, si è voluto affossare i due PS. Ancora non è chiaro dove verranno trovati i 150 milioni di euro che mancano per finanziare l’opera, magari dalla valorizzazione delle due attuali sedi di Circolo e Sant’Antonio. Al momento, però, nulla è chiaro. Se non le grandi difficoltà del personale di questi due presidi».

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Pubblicato il 24 giugno 2019
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