Medici specializzandi in corsia: la Lombardia ne “assume” 2000

Contro la mancanza di medici, la Regione apre agli specializzandi degli ultimi due anni. Un percorso formativo definito con progressivi livelli di autonomia

Medico di famiglia

Duemila nuovi medici in arrivo negli ospedale lombardi. L’annuncio è arrivato dal presidente Attilio Fontana che ha annunciato l’apertura delle corsie agli specializzandi del quarto e quinto anno.

Una decisione che è maturata sulla base del cosiddetto “Decreto Calabria” che era stato impugnato dal Governo Gentiloni ma difesa dalla Corte Costituzionale che aveva rigettato il ricorso: « Il provvedimento adottato oggi – ha spiegato il presidente Fontana – dimostra ancora una volta il perché Regione Lombardia insiste nella richiesta dell’Autonomia. Vogliamo essere liberi di fare delle scelte che siano utili per rispondere meglio ai bisogni dei nostri territori e dei nostri cittadini, ma anche al resto del Paese, visto che già altre Regioni hanno espresso la volontà di seguire la strada da noi segnata».

Insieme al Governatore era presente il professor Gianvincenzo Zuccotti in qualità di presidente dell’Osservatorio regionale della Formazione specialistica che negli ultimi anni ha lavorato per costruire un percorso graduale di acquisizione delle competenze e, soprattutto, dell’autonomia: « È stato un lavoro capillare che ha coinvolto tutti i direttori delle scuole di specialità lombarde – spiega il professor Giulio Carcano, preside del corso di laurea dell’Insubria e all’interno dell’Osservatorio – Abbiamo stabilito il percorso da seguire per far sì che gli specializzandi possano acquisire una crescente di autonomia per arrivare va una certificazione di tutte le competenze da gestire in autonomia alla fine dei 5 anni».

Questo modello schematico progressivo è, dunque, il tassello fondamentale per aprire le porte agli specializzandi degli ultimi anni che possiedono già abilità e competenze certificate. Anche loro potranno presentarsi ai concorsi per entrare nelle graduatorie di specialità di un ospedale: « Questa opportunità ha due vantaggi – commenta il professor Carcano – si anticipa l’ingresso in corsia anche se in attesa di specializzazione e si fidelizza lo specializzando che così non deve cercare occupazione a conclusione».

«Uno dei grossi problemi nei nostri ospedali – ha ricordato l’assessore al Welfare regionale Giulio Gallera – è la mancanza di personale. Oggi, con questa delibera, la Lombardia dà una prima risposta concreta fornendo alle strutture sanitarie che fanno parte della rete formativa, indirizzi per la progressiva
assunzione di autonomia operativa e decisionale dei medici in formazione specialistica (persone che hanno già fatto un corso di studio di 6 anni e altri 3 anni di specializzazione).  Si tratta di un risultato importante che va nella direzione di garantire cure sempre più adeguate grazie alla presenza di più medici. Tutto ciò, ovviamente, non andrà a discapito dell’assunzione di nuovi medici».

Lo specializzando non sarà conteggiato nel calcolo delle risorse umane assegnate dell’unità organizzativa all’interno della quale è inserito. La Lombardia è la prima regione in Italia ad introdurre questa possibilità che, fra l’altro, è a costo 0 per i cittadini perché gli specializzandi già ricevono una borsa di studio.

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Pubblicato il 28 ottobre 2019
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