Addio Santuccio: il comune non rinnova l’affitto e il Gulliver se ne deve andare

Il contratto di affitto con la proprietà privata, in scadenza a dicembre, non verrà rinnovato. Le associazioni che avevano casa in via Sacco dovranno traslocare

Il teatro Santuccio strapieno per Pietro Bartolo

Il teatro Santuccio, per come è utilizzato ora, ha concluso il suo ciclo vitale.

Il comune di Varese ha deciso infatti di non rinnovare il contratto d’affitto che lo lega con la proprietà in scadenza a fine anno. Questa scelta fa decadere la gestione della struttura al centro Gulliver, che fino ad ora l’aveva “presa in carico”.

Le attività del Santuccio, cosi come lo conosciamo, finiranno il 13 dicembre, giorno in cui scade il contratto di affitto. Il che significa innanzitutto che dovranno trovare un’altra casa le associazioni che li avevano la loro attività sotto la gestione Gulliver: il Teatro Splendor del Vero, che realizzava teatro musical per bambini e adulti con circa 50 allievi, Solevoci, l’associazione di Canto Corale per tutti, con circa 160 allievi, il Teatro Giorni dispari che impegna 50 persone e la scuola di ballo Tango Social, che raduna circa 30 persone.

« Dal prossimo dicembre non saremo più coinvolti in alcun modo – confermano dal centro Gulliver – Noi abbiamo avuto in gestione il Teatro Santuccio dal 2011 ad oggi, e dal 14 dicembre noi saremo fuori. In questi anni ci siamo adoperati per dare un impulso culturale al luogo, portando rassegne di teatro, musica, poesia, danza. Per noi ha anche avuto una forte valenza sociale, sia in termini di prevenzione, con un utilizzo sano del tempo libero, sia in termini di reinserimento di persone in difficoltà». Le finalità della gestione Gulliver del teatro Santuccio sono racchiuse tutte in un manifesto – carta d’intenti, pubblicato nel 2011 e ancora oggi on line.

Il legame tra la proprietà del Santuccio e il comune però non è destinato a spezzarsi: il teatrino, proprietà privata della famiglia Firpo, viene affittato da circa una decina di anni al comune di Varese, che inizialmente erogava una cifra che variava tra i 70 e i 90 mila euro e poi ha rinegoziato con l’attuale amministrazione tra i 50 e i 60 mila euro l’anno.

Un tale accordo non ci sarà più, ma fervono gli incontri per ridefinire il rapporto tra privato e amministrazione comunale: secondo le prime indiscrezioni la tendenza al momento sembrerebbe quella di arrivare ad un contratto, nella sua struttura, simile a quello che lega la proprietà del teatro di Varese – Openjobmetis e il Comune.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 15 novembre 2019
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