“Io, supergiovane, escluso dalle camminate ‘baby’ del Cai“

Il quarantenne non può partecipare alle escursioni dedicate agli under 30. “Obbligato a camminare coi settantenni“. La risposta dell’associazione

sentieri cammino montagna

A che età si diventa vecchi? Domanda che ha a che fare con l’anagrafica e le statistiche legate all’aspettativa di vita, ma nella quotidianità giovinezza e vecchiaia sono concetti assolutamente relativi che dipendono da alimentazione, professione, famiglia, occupazione.

Stili di vita, insomma che spingono a parlare di “nati stanchi“ o “giovani vecchi“ o ancora “supergiovani“.

Viene da pensare a quest’ultima classificazione nel leggere le poche righe di un lettore (che un tempo avremmo definito di mezza età, ma ritiriamo subito la parola) deluso dall’atteggiamento della sua associazione, il Club Alpino Italiano.

Il lettore vuole rimanere anonimo e nella sua denuncia utilizza un parolone – “discriminazione“ – per arrivare subito al nocciolo della questione.

«Ho 40 anni ma ne dimostro e ne sento meno. E in un mondo dove ci sono le discriminazioni razziali ci sono anche quelle di età. Scrivo questo perché in un CAI della provincia mi è stata negata la partecipazione ad una escursione (e a tutte le prossime) per “giovani” fino a 30 anni. Ieri ho notato un’escursione fra le tante in programma, e c’era scritto esplicitamente dai 18 ai 30anni. Non ho dato peso, credendo che l’età fosse approssimativa. Invece mi hanno detto un “no“ categotrico».

E qui arriva il carico, che non piacerà a qualcuno un po’ più in là con gli anni.

«Nonostante 40 anni mi reputo ancora giovane e mi ritrovo a non avere scelta ed andare a “sopportare” i “vecchi” di oltre 70 anni nelle escursioni, senza però dire “no non ti voglio“».

Discriminazione su discriminazione, verrebbe da pensare. Eppure non sembra così.

«Ma no, non vogliamo discriminare nessuno, ci mancherebbe. Solo crediamo che formare un gruppo di giovani escursionisti appassionati, e alla fine amici, possa far bene alla nostra associazione. Così abbiamo destinato una serie di uscite pensate apposta per i giovani, fino a 30 anni», spiega Sergio Peduzzi, presidente del Cai di Luino (l’associazione dove si è consumata la polemica).

«Nel nostro gruppo non abbiamo, ad esempio, chi fa escursioni alpinistiche. Bene, pensiamo che uscite di questo tenore presto potranno venir affrontare proprio da un nocciolo duro di appassionati. E abbiamo pensato che fosse meglio partire da chi è più giovane», conclude il presidente del Cai di Luino.

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Pubblicato il 02 dicembre 2019
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