Il sindacato: “Questa guerra va combattuta senza licenziamenti”

Positivo il giudizio sulla manovra di Cgil, Cisl dei Laghi e Uil, ma la preoccupazione per la salute dei lavoratori resta

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Il sindacato, dopo le tante indiscrezioni, attendeva di conoscere nel dettaglio la prima manovra economica del Governo Conte  dall’inizio della crisi da Coronavirus, per cercare di dare una risposta ai lavoratori che in questa fase vedono il loro futuro carico di incertezze.

Antonio Massafra, segretario provinciale della Uil, parla di «numeri importanti» e spera,, naturalmente, che vengano mantenuti. «La manovra è positiva perché molti settori prima erano privi di ammortizzatori sociali o con pochi strumenti, come per esempio gli artigiani che avevano il fondo di integrazione salariale e la cassa in deroga. Ora centinaia di migliaia di lavoratori avranno una copertura adeguata».

Secondo Massafra, per un’efficace integrazione al reddito saranno fondamentali una serie di misure come la sospensione dei versamenti contributivi, delle rate del mutuo e l’introduzione di un voucher per i figli. «Erano strumenti che il sindacato aveva chiesto fin da subito – continua il segretario della Uil -. Anche la copertura per le partite Iva è un fattore positivo, ma credo che quei 600 euro previsti per il mese di marzo determineranno un’alzata di scudi da parte delle loro associazioni di categoria».

Giudizio positivo anche sull’allargamento della legge 104 per il congedo parentale che passa da tre a dodici giorni. «Il resto lo vedremo strada facendo – conclude Massafra –  È una manovra tampone rispetto alla situazione drammatica che stiamo vivendo. Andava fatto uno sforzo in più per quei lavoratori, soprattutto della sanità, impegnati in prima linea. Spero che in sede di rinnovo del contratto non ci si scordi di questi lavoratori. Qui ritorna in gioco tutto: il modello di democrazia, la comunicazione, la rappresentanza e la politica. Il Coronavirus è una grande mietitrice che sta azzerando tutto». (nella foto da sinistra: Roberto Pagano, Umberto Colombo e Antonio Massafra)

«Il decreto del Governo – commenta Umberto Colombo segretario della Cgil di Varese – arriva dopo il confronto con le organizzazioni sindacali. Lo riteniamo importante perché
ha recepito il messaggio molto forte da parte del sindacato “prima la salute”. Certo, la manovra è fresca e va ancora esaminata nel dettaglio, ma ci sono alcune risposte importanti, come la gestione della crisi con gli ammortizzatori sociali (Cigo, Cigs e Cassa in Deroga). Ci stiamo attrezzando da subito perché le categorie della Cgil possano gestire, fabbrica per fabbrica, gli accordi sindacali che concretizzino gli ammortizzatori sociali, accordi che saranno, al momento, affrontati con le nuove tecnologie informatiche».

«Sono previste risorse ingenti – continua il segretario della Cgil – che auspichiamo siano adeguate e sufficienti per affrontare questa crisi. A Varese è positivo che nel frattempo la Giunta della Camera di Commercio abbia stanziato ulteriori risorse, un milione di euro, chiedendo a Regione Lombardia di raddoppiarle. Dobbiamo impegnarci perché ci sia un confronto tra sindacato, istituzioni e istituti bancari perché si riesca ad anticipare l’integrazione salariale degli ammortizzatori sociali per evitare che questa emergenza sanitaria finisca per pesare soprattutto sulle spalle dei lavoratori».

Roberto Pagano della Cisl dei Laghi esprime molta preoccupazione circa la condizione vissuta da tanti lavoratori che ancora in questi giorni di pericolo di contagio vanno al lavoro, nonostante le parti sociali e governo abbiano sottoscritto un protocollo per combattere nei siti produttivi l’infezione da Covid-19. «Questa manovra è un passo importante – commenta Pagano – e anche il segno che il governo in questo ultimo mese non è stato alla finestra. È uno sforzo notevole, ma noi continuiamo ad essere preoccupati per le fabbriche ancora aperte e per i lavoratori che sono al lavoro in questi giorni di emergenza sanitaria. Temo inoltre che la manovra economica non sarà sufficiente perché la pandemia è in atto. Oggi la Lombardia è sovraesposta ma supponendo anche che ne usciamo a breve, avremo poi il problema dei paesi che ci forniscono le materie prime che si ritroveranno a loro volta nella stessa nostra situazione. Penso dunque che a breve bisognerà mettere mano a un secondo decreto. È un momento di grande preoccupazione e di grande fiducia. Il sindacato c’è».

«Occorre ci sia una convinzione comune – condivisa da sindacato, associazioni datoriali e istituzioni – perché questa crisi – conclude Colombo – venga combattuta senza
licenziamenti e sacrifici occupazionali, puntando sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali per gestire una emergenza mai vissuta prima».

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

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Pubblicato il 16 Marzo 2020
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