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Elezioni a Somma Lombardo, l’intervista a Stefano Bellaria

La biografia, le passioni, le curiosità e i progetti del candidato del centrosinistra di Somma Lombardo, il sindaco uscente Stefano Bellaria

Elezioni somma lombardo

Tre aspiranti al ruolo di primo cittadino di Somma Lombardo. Tre interviste (le trovate tutte qui)  per conoscerli meglio e capire i punti chiave del programma.

Stefano Bellaria è il sindaco uscente di Somma Lombardo. Classe 1969, Bellaria è laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche. Dopo una prima esperienza di lavoro nella storica industria aeronautica sommese Secondo Mona, dal 1998  è stato sindacalista metalmeccanico della Fim Cisl a Milano e a Bologna, è stato anche formatore.

La sua esperienza politica – sollecitata negli anni in oratorio – è iniziata dagli anni Novanta, è stato consigliere comunale già a metà anni Novanta, « facendo parte della commissione partecipazione che ha varato il regolamento quartieri nel 1996». È stato segretario provinciale giovanile del Partito Popolare. «Poi ho dovuto rinunciare un po’ alla politica, perché la Cisl stabilisce incompatibilità tra cariche sindacali e politiche». Sposato, con tre figli, ama lo sport, «abbonato alla Pallacanestro Varese», ha tre certificazioni da sommelier («anche se non mi dedico da un po’») e gli piace leggere.

La coalizione
«Sicuramente è stata un’esperienza positiva, quattro liste con storie differenti, significa che possibile fare sintesi. Non ci sono stati particolari scossoni, salvo qualche mal di pancia dopo le dimissioni dell’assessore Ceriani. Da subito si è riusciti a lavorare bene, tant’è vero che si vuole riproporre gli assessore uscenti, per dare continuità amministrativa: tutti loro hanno maturato professionalità competenza presenza, sui social e negli eventi».

Ha già anticipato, quasi a inizio campagna elettorale, i nomi degli assessori. A questo punto dobbiamo chiedere: ci sono altri nomi che vuole anticipare? Ad esempio: ci saranno consiglieri delegati?
 «I nomi non li abbiamo ancora, al di là di quelli della giunta, perché aspettiamo di sapere chi sarà eletto. Comunque c’è l’idea di investire sui consiglieri delegati, come si è fatto ad esempio in questi anni con Lorenzo Todeschini, che ha avuto la delega a RSA e migranti e che ha lavorato diligentemente. Punteremo a valorizzare le vocazioni e le competenze di chi sarà eletto».

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Com’è cambiata Somma in questi anni?
«Sento una città più coesa, che partecipa di più agli eventi e alle assemblee di quartiere. Non c’è stato ad esempio un problema a trovare i ventiquattro segretari di quartieri, là dove invece altre città hanno faticato. Mi fa piacere anche che ci siano persone che si candidano oggi nel consiglio comunale. La partecipazione da parte dei cittadini è stata tanta, anche nel periodo del lockdown, attraverso le associazioni hanno dato una risposta solidale. Anche rispetto alle opere, abbiamo sempre puntato in questi anni su opere che fossero luoghi d’incontro e di aggregazione, come le scuole e le piazze. Somma è fatta di quartieri e frazioni, abbiamo quindi valorizzato l’aspetto policentrico della città, tra momenti in cui la città si ritrova e momenti e spazi invece per valorizzare le specificità di ogni parte di città».

Alcuni segretari di quartiere si sono candidati alle elezioni e c’è stata qualche polemica: è inopportuno?
«A mio parere è importante che si candidino persone che hanno maturato un’esperienza, che sia nelle associazioni o nei consigli di quartiere, ma anche nella professione. Non ci vedo niente di male: avrei voluto che in ogni lista e per ogni candidato sindaco ci fossero rappresentanti di quartieri. Poi c’è l’incompatibilità di carica, quindi sceglieranno tra un ruolo e l’altro».

Somma città policentrica, fatta anche di quartieri e frazioni. Come valutate gli strumenti di partecipazione fin qui? Quali proposte portate?
«Su questo vogliamo affinare le modalità di partecipazione del bilancio partecipato, dobbiamo implementarlo per favorire la partecipazione. Nella prima edizione si votava su sette progetti che erano stati valutati tecnicamente dalla giunta, nella seconda edizione abbiamo messo a disposizione un capitolo di spesa ai quartieri e sui progetti da loro presentati si votava. Va affinato, ma era importante partire. Poi c’è la Consulta città accessibile, che ha dato risultati importanti, individuando le priorità degli interventi e di opere: da lì parte la proposta di interventi per rendere accessibile il commercio del centro. Ma mi lasci dire che la partecipazione non basta annunciarla, bisogna praticarla: noi abbiamo fatto più di ottanta assemblee di quartiere, sempre alla presenza del sindaco e giunta, spesso al completo, mai con meno di tre assessori oltre al sindaco. Solo una volta – a Mezzana, me lo ricordo – senza sindaco perché ero in Provincia».

Tema centrale per Somma è il rapporto con Malpensa. Sono stati prorogati i termini per le osservazioni, voi che posizione esprimereste sul Masterplan, il documento che guida la crescita dell’aeroporto fino al 2035?
«Come sindaci del Cuv presenteremo delle osservazioni congiunte con incarico a un unico professionista. Il Masterplan ha luci e ombre: tra gli aspetti interessanti c’è la proposta di tariffe differenziate per favorire il rinnovo delle flotte spingendo le compagnie a investire su aeromobili meno rumorosi e inquinanti, c’è l’impegno per una rete di centraline della qualità d’aria gestite da Arpa. E ancora l’impegno per le opere Piano d’Area – che nel nostro caso vuol dire soprattutto tangenziale Somma. Tra gli aspetti critici c’è la definizione del numero massimo di decolli dal punto di vista tecnico: bisogna invece definire prima il numero massimo di movimenti sopportabili dal territorio. E ancora negativa è l’espansione verso Sud verso via Gaggio. Somma in questi anni è stata protagonista proprio del lavoro congiunto con il Cuv: abbiamo anche sempre cercato di lavorare in modo non manicheo di fronte al primo datore di lavoro del territorio, per tenere insieme i due aspetti, quello economico e quello della qualità di vita»

Le opere pubbliche al momento delle elezioni spesso sono un po’ un catalogo di mille aspetti, per questo chiediamo: ci indichi tre opere centrali per Somma, di iniziativa comunale o su cui il Comune deve cercare condivisione
«Sarebbero tante, ma provo a citare tre ferite aperte da tempo. Prima di tutto il rilancio del centro storico attraverso le Fattorie Visconti: abbiamo scelto di intervenire prima sul Lascito Aielli perché aveva più chance di avere finanziamenti da Fondazione Cariplo, per il valore sociale. Ora il progetto c’è, vanno trovati i finanziamenti.
La seconda opera che cito è la riqualificazione di via Giusti, per cui esiste un progetto di Sea e che non dipende direttamente da noi, essendo una Statale. Infine la sistemazione della frana: c’è il progetto definitivo, ottenuto dopo un lungo lavoro, mettendo insieme ben otto enti differenti. Un progetto che costa meno (2,6 milioni rispetto a 4) di quello di cinque anni fa, poi fallito, e che realizzerà anche un nuovo collegamento tra la zona Belvedere e rive del Ticino. Due di queste tre opere integrano anche l’idea della riqualificazione urbana, dando nuova vita a porzioni di territorio».

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Pubblicato il 16 settembre 2020
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