Bertoni, il cervello della Pro Patria: “Gruppo unito per un obiettivo comune”

Intervista al regista dei tigrotti, che parla del presente, della prossima sfida al Renate e del futuro

luca bertoni pro patria

È una gran bella stagione per la Pro Patria: superata la metà della stagione la squadra biancoblu è saldamente nelle zone alte della classifica nel Girone A di Serie C. Tra i punti di forza della squadra di Busto Arsizio c’è una fase difensiva ottima, grazie a un gruppo di calciatori che sa sacrificarsi per il bene comune. L’uomo simbolo di questo momento è Luca Bertoni: regista in campo, a più riprese capitano e gol pesanti, come quello messo a segno domenica a Pistoia.

Classe 1992, cresciuto nel settore giovanile nel Milan, ha giocato cinque stagioni al Sudtirol con una parentesi in Serie B al Carpi, dove è sceso in campo 8 volte. Dal 2018 è al centro del progetto della Pro Patria e questa terza stagione in biancoblu la sta giocando a livelli altissimi.

Luca, partiamo dalla Pro Patria: quarta in classifica, prestazioni convincenti. Qual è il segreto?

Il segreto sicuramente è il lavoro: ogni giorno ci impegniamo al massimo. Quest’anno il gruppo è molto coeso e unito, remiamo tutti dalla stessa parte e questo fa la differenza. Abbiamo un obiettivo comune.

Siete secondi in tutta la Serie C per gol subiti (solo il Modena ne ha meno, 11). Da dove nasce questa solidità?

La bravura dei difensori è innegabile, c’è però un grande lavoro di squadra. Sembrano frasi fatte, ma la fase difensiva parte dagli attaccanti. Curiamo i particolari con molta attenzione.

Vedendo i meri numeri – pochi gol subiti ma anche pochi realizzati – della Pro Patria si direbbe di una squadra che gioca catenaccio e contropiede. Invece il vostro gioco è tutt’altro. 

Siamo una squadra giovane con tanti ragazzi che devono fare il loro percorso. Gli attaccanti sono andati tutti in gol, la loro crescita fa parte del gioco, ma è vero: giochiamo molto d’attacco e creiamo abbastanza occasioni. Così come in difesa, anche in attacco dobbiamo sempre lavorare di squadra.

È un campionato strano, senza tifosi, con tante partite ravvicinate. Quali sono le differenze rispetto agli altri anni e cosa cambia in campo per voi giocatori?

Senza pubblico è più brutto, anche per noi. Manca quella parte di entusiasmo che portano gli spalti pieni, si vive la partita in un’atmosfera diversa. I giocatori e la squadra devono trovare i giusti stimoli nelle varie partite e credo ci sia meno intensità perché il pubblico ti spinge a dare sempre qualcosa in più.

pro patria alessandria

Qual è stata finora la vostra migliore e la vostra peggiore partita?

Migliore la vittoria contro il Lecco in casa, sia per il risultato, sia per la prestazione. Peggiore credo la sconfitta interna contro l’Albinoleffe.

Domenica affronterete il Renate, squadra rivelazione del campionato e prima in classifica. All’andata fu un ko tanto doloroso quanto immeritato, e lei sbagliò anche un calcio di rigore. Vento di rivincita? 

La voglia di rifarsi c’è da parte di tutti, non solo mia. Quella è stata una sconfitta sofferta, ma la prestazione è stata importante contro una squadra forte. La gara di domenica sarà un’occasione per mettersi alla prova, una bella opportunità da sfruttare. Non mi sorprende più di tanto che il Renate sia lì in classifica, anche in precampionato si vedeva che poteva fare bene.

Veniamo a lei: quest’anno, più degli anni passati, sembra essere al centro di questo progetto. Sente che è cambiato qualcosa?

Alla Pro Patria mi sono sempre sentito al centro del progetto. Da quando sono arrivato mi hanno sempre fatto sentire importante, anche se ammetto che forse in questa stagione le prestazioni sono cresciute e migliorate. Il fatto di essere in un gruppo giovane mi porta ad avere maggiori responsabilità e questo mi fa piacere.

L’infortunio di Fietta la sta costringendo a fare gli straordinari. È un peso o un piacere? 

Sono uno di quelli che pensa: più si gioca, meglio è. Dispiace per Gio che si è infortunato, ovviamente, e sono contento che sia guarito abbastanza velocemente perché è un elemento importante per la squadra e ci può dare un grande aiuto.

La Serie B l’ha solo “assaggiata” con il Carpi. Pensa di valere la Cadetteria?

Sì, certo. Credo di essere nel pieno della maturità e di poter essere all’altezza della categoria. Nel caso dovesse esserci l’occasione la sfrutterei.

Il suo contratto con la Pro Patria è in scadenza, il suo futuro lo vede ancora a Busto?

Ora non penso troppo in là, sono concentrato sulla stagione e cerco di fare il massimo da qui alla fine del campionato. Diciamo che al momento quella del contratto non è una preoccupazione.

Sarebbe bellissimo se alla fine il ritorno di Bertoni in Serie B coincidesse con il suo rinnovo alla Pro Patria. I playoff sembrano ormai un obiettivo raggiunto e nella post season, si sa, tutto può succedere. Sognare non costa nulla.

Francesco Mazzoleni
francesco.mazzoleni@varesenews.it
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Pubblicato il 11 Febbraio 2021
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