La sindrome del pene curvo: ne parla l’urologo Danilo Centrella

Il medico chirurgo, direttore della struttura complessa di urologia del Verbano Cusio Ossola spiega una sindrome che deve il nome a un medico del 1700 che ne individuò le cause

danilo centrella

La pillola di salute parla della Sindrome di Peyronie o pene curvo. Il dottor Danilo Centrella, medico chirurgo, specialista in urologia e andrologia e direttore della struttura complessa del Verbano Cusio Ossola, ci spiega cosa è questa malattia, a cosa è dovuta e quali le cure.

Chi era La Peyronie? Per sapere chi fosse François Gigot de La Peyronie andiamo a più di 300 anni fa. Era un chirurgo francese molto preparato. Un chirurgo “da battaglia”, uno di quelli che sul campo operava e dava, come i vecchi cerusici, il proprio il sostegno. Era talmente bravo che Re Luigi XV nel 1740 lo volle nella sua corte.

Lui studiava tantissimo la medicina da battaglia. Ed è stato proprio lui a descrivere una diagnosi estremamente importante in urologia. Di cosa si tratta? Dell’incurvamento del pene, perché dalla valutazione di diversi pazienti,  tra cui anche Luigi XV, aveva visto che c’era una malattia di deviazione del pene. In verità, non è stato il primo: addirittura Andreas Vesalius, che nel 1500 ha descritto con delle perfette tavole anatomiche il corpo umano, aveva già descritto questo tipo di malattia.

Ma che cos’è la malattia di la Peyronie o induratio penis plastica?  È una malattia determinata da una predisposizione genetica familiare a un deposito di collagene, una sostanza particolare tipo una cicatrice, su una parte del pene che è la membrana elastica che ricopre i corpi cavernosi che sono la parte che permettono l’erezione. Quindi cosa succede? Si ha una deviazione del pene, una deformazione del pene e un dolore durante l’erezione e una difficoltà anche alla penetrazione.

Se consideriamo che  l’uomo rappresenta la sua mascolinità, quindi anche il rapporto col mondo esterno, anche attraverso i suoi genitali, sappiate che è una malattia con una fortissima componente psicologica. E non pensiate che sia rara, non è rara. Pensate che sia in Italia sia nel mondo un uomo su dieci soffre di questa malattia, con un incidenza attorno ai 50/ 70 anni, ma, in realtà, è anticipata molto rispetto al passato, proprio perché è aumentata la frequenza dei rapporti sessuali. È anticipata anche l’età della frequenza rapporti sessuali. Se poi pensiamo che nei soggetti predisposti, come il soggetto diabetico, iperteso, con ipercolesterolemia, con malattie dismetaboliche, chi fuma tante sigarette, chi beve alcolici si ha un’incidenza maggiore fino a un uomo su 5, capite che per noi maschietti è una malattia sociale importante. 

La medicina ha fatto passi da gigante nel trattamento rispetto al passato. Non esiste un gold standard di trattamento, ma il trattamento viene chiamato trattamento di tayloring, cioè sartoriale, per ogni tipo di malattia del paziente. Ci sono due fasi, una fase acuta, in cui c’è proprio una malattia infiammatoria, e una fase cronica, in cui c’è la deviazione del pene. 

Oggi ci sono dei trattamenti che sono all’avanguardia come l’infiltrazione di clostridium botulinico, le collagenasi del Clostridium che servono per sciogliere la placca, oppure il trapianto di cellule staminali autologhe, come il prp, oppure le onde d’urto a bassa frequenza che servono come una capacità di cavitazione contrazione decontrazione per attivare il metabolismo di questa placca.
Quindi nessuna preoccupazione, ogni uomo ha la possibilità di fare un trattamento adeguato, rivolgetevi al vostro medico di base all’urologo-andrologo di vostra fiducia.

Chi volesse maggiori informazioni può visitare il sito del dottor dottor Danilo Centrella, medico chirurgo, specializzato in urologia e andrologia e direttore della struttura complessa di urologia del Verbano Cusio Ossola www.danilocetrella.it.

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 13 Maggio 2022
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