A qualcuno interessa Palazzo Minoletti a Gallarate? La Regione paga metà
"Ufficiosamente due aziende si sono fatti avanti" svela l'assessore al commercio Longobardi. Di mezzo c'è il bando regionale che copre il 50% delle spese
A qualcuno interessa investire su Palazzo Minoletti a Gallarate? La domanda è già stata posta in passato, ma non si è trovato nessuno disposto a mettere soldi sul recupero dell’ex Casa del Fascio di piazza Garibaldi, abbandonata da un ventennio e più.
La nuova leva per intervenire si chiama bando Arest, “accordo di rilancio economico sociale e territoriale”, un bando regionale che consente il co-finanziamento al 50%. Ma richiede di passare per una progettualità che unisca privato ed ente pubblico: «Sia chiaro: all’amministrazione non ha interesse a piazzare Palazzo Minolettti, interessa che ci sia un progetto» dice Rocco Longobardi, assessore al commercio che si occupa del bando con l’assessore al marketing territoriale Francesca Caruso.
Per ora il Comune di Gallarate ha pubblicato un avviso di manifestazione d’interesse, “esclusivamente finalizzato alla ricezione, […] di eventuali manifestazioni di interesse, con la conseguenza che l’avviso stesso non assume alcuna valenza vincolante per il Comune […] resta inteso che le manifestazioni di interesse avranno quale unico scopo quello di evidenziare al Comune di Gallarate la sussistenza di un interesse (e della conseguente disponibilità) alla successiva formulazione di proposte operative”.
Si troverà qualcuno che ci crede, all’idea di recuperare il palazzo progettato dal maestro del razionalismo italiano Giulio Minoletti? «Ufficiosamente due aziende si sono fatti avanti» svela Longobardi. La scadenza dell’avviso è il 2 giugno. «Noi come Comune abbiamo tempo fino al 19 luglio per compilare le schede tecniche: se viene accettata l’adesione al bando, si procede a realizzare la candidatura al bando», definendo i termini dell’accordo tra privato e Comune.
Resta inteso che il grande vantaggio è il co-finanziamento da Regione Lombardia: una copertura al 50% delle spese, da un minimo di 500.000 a un massimo di 4 milioni.
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