La carica dei volontari del terzo settore a Varese: un mosaico di 1.688 enti tra cultura, sociale e sport

Il volontariato è una risorsa inestimabile e nel Varesotto lo vediamo in ogni occasione, dalla festa della salamella al trasporto degli anziani, da associazioni che si occupano di passioni ludiche a quelle che operano nei più delicati contesti sociali

volontariato

Il volontariato è una risorsa inestimabile e nel Varesotto lo vediamo in ogni occasione, dalla festa della salamella al trasporto degli anziani, da associazioni che si occupano di passioni ludiche a quelle che operano nei più delicati contesti sociali.

In provincia di Varese, il Terzo Settore rappresenta una forza vitale per il tessuto sociale, con un totale di 1.688 enti considerando soltanto quelli che risultano iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Questi enti operano in diversi ambiti, offrendo servizi che spaziano dall’assistenza sociale alla promozione culturale, fino all’impegno per la tutela ambientale.

Le tipologie più diffuse tra gli enti del terzo settore varesotto

Prendendo in analisi proprio il registro unico tra le varie tipologie di enti, le Associazioni di Promozione Sociale (APS) rappresentano il gruppo più numeroso, con 676 organizzazioni attive sul territorio. Le APS si occupano di promuovere attività volte all’inclusione sociale e al benessere delle persone, attraverso iniziative che coinvolgono spesso famiglie, giovani e anziani.

Le Organizzazioni di Volontariato (ODV), fondamentali per la gestione di emergenze, supporto sanitario e interventi in ambito sociale, contano 502 enti registrati. Queste organizzazioni operano spesso in collaborazione con enti pubblici e privati, e svolgono un ruolo essenziale nel rispondere alle necessità della popolazione più fragile.

A completare il quadro, troviamo 315 imprese sociali, realtà che coniugano l’impegno per il bene comune con un approccio imprenditoriale, fornendo servizi utili e creando opportunità di lavoro nel rispetto dei valori sociali. Gli Altri Enti del Terzo Settore, una categoria più eterogenea che include realtà con finalità diverse, contano 183 iscritti. A queste si aggiungono 7 enti filantropici, che promuovono il sostegno finanziario a iniziative benefiche, e 5 società di mutuo soccorso, istituzioni storiche che continuano a operare in favore della solidarietà tra i soci.

Questi numeri mostrano la ricchezza e la varietà del Terzo Settore in provincia di Varese, un tessuto di organizzazioni che contribuiscono quotidianamente al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, favorendo inclusione, solidarietà e sviluppo sostenibile. La trasparenza garantita dall’iscrizione al RUNTS assicura che questi enti possano accedere a benefici fiscali e contributi pubblici, permettendo loro di continuare il loro lavoro al servizio della collettività.

Lo stato del terzo settore secondo direttore del CSV Insubria Villani

«Il contesto attuale del volontariato sta attraversando alcune difficoltà legate alla burocrazia, soprattutto perché molte associazioni sono costituite prevalentemente da persone anziane – Martino Villani, direttore del Csv Insubria, ci aiuta aldilà dei numeri a comporre un quadro più ragionato sullo stato degli enti del terzo settore nel Varesotto e spiega -. Del resto, sta comunque diventando sempre più difficile trovare persone disposte a gestire queste organizzazioni in determinati ruoli organizzativi o di responsabilità, e questo anche se c’è ancora voglia di partecipare al volontariato. In generale quello che osserviamo è che i giovani mostrano meno interesse a far parte delle associazioni tradizionali, essendo spesso impegnati in molte altre attività, il che rende complicato mantenere unito il gruppo”.

martino villani
Martino Villani – Direttore Csv Insubria

Il CSV Insubria è il Centro di Servizio per il Volontariato e ha lo scopo di lavorare con il territorio a servizio della comunità attraverso il sostegno e lo sviluppo culturale del volontariato. Il direttore Villani spiega: «È fondamentale avvicinare nuove persone, anche se non necessariamente giovani, per garantire il futuro delle associazioni. Dobbiamo però considerare che l’età pensionabile si sta allungando e, di conseguenza, le persone sono più stanche e meno inclini a dedicarsi a progetti del terzo settore».

«Con la riforma del terzo settore, stiamo assistendo a una crescita delle associazioni di promozione sociale (APS) rispetto alle organizzazioni di volontariato (ODV), con un aumento delle realtà culturali – prosegue Villani -. Guardando al futuro, è probabile che ci saranno sempre meno associazioni di volontariato, mentre i settori che continuano a prosperare sono quelli sociali, che rispondono a bisogni costanti e attraggono un numero maggiore di volontari».

«Per quanto riguarda il Centro Servizi per il Volontariato (CSV), stiamo attraversando una fase positiva e lavoriamo per aprirci maggiormente al territorio, partecipando alle reti locali. Il nostro impegno non è solo quello di continuare a fornire servizi, ma anche di diventare animatori del territorio, prestando attenzione ai cambiamenti in corso. Quando il CSV è nato, rispondeva principalmente alle richieste, quasi come un “bancomat”. Ora, però, stiamo cercando di fare di più, come esprime il manifesto “fare bene,” evolvendo il nostro ruolo per adattarci alle esigenze attuali».

Più uomini che donne tra i presidenti degli enti del terzo settore

L’analisi dei legali rappresentanti degli enti del Terzo Settore della provincia di Varese rivela una prevalenza di uomini, che costituiscono il 61,3% del totale, con 1.017 individui. Le donne, tuttavia, rappresentano una parte significativa, con 643 rappresentanti, pari al 38,7%. Questa distribuzione riflette una partecipazione attiva e diversificata all’interno del settore, dove entrambi i generi contribuiscono in modo sostanziale al funzionamento e allo sviluppo delle organizzazioni. Nonostante la predominanza maschile, la presenza femminile rimane importante e in crescita.

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Pubblicato il 16 Ottobre 2024
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