In fuga da X non più Twitter: su quali piattaforme si stanno spostando gli utenti
Dopo la vittoria di Donald Trump, X - il social prima chiamato Twitter e ora di proprietà di Elon Musk - è di nuovo oggetto di fuga per molti utenti, americani ed europei. I nuovi nomi da imparare sono Threads, Bluesky e Mastodon

Dopo la vittoria di Donald Trump, X – il social prima chiamato Twitter e ora di proprietà di Elon Musk – è di nuovo oggetto di fuga per molti utenti, americani ed europei.
Dopo i bye bye di personaggi come Shonda Rhimes: La creatrice di serie come “Grey’s Anatomy” e “Bridgerton”, di Gigi Hadid, la supermodella che ha descritto X come un “pozzo nero di odio e bigottismo” e Whoopi Goldberg ,l’attrice e conduttrice che ha annunciato in tivu di voler lasciare la piattaforma, in Europa il quotidiano britannico The Guardian ha annunciato la cessazione della pubblicazione dei propri contenuti sulla piattaforma X con un comunicato dove dichiarava che i benefici derivanti dalla presenza su X sono ormai superati dagli aspetti negativi e che le risorse potrebbero essere utilizzate in modo più efficace per promuovere il proprio giornalismo altrove.
Dichiarazioni che si moltiplicano anche nelle fasce più basse degli utenti, e che si nota soprattutto in Europa: negli ultimi mesi, X ha registrato una significativa diminuzione del numero di utenti attivi nel nostro continente. Secondo dati ufficiali comunicati alla Commissione Europea, la piattaforma infatti ha perso oltre 22 milioni di utenti nell’Unione Europea in meno di un anno, passando da oltre 126 milioni a poco meno di 104 milioni.
THREADS, BLUESKY E MASTODON: I NUOVI NOMI PER CHI VUOLE CONTINUARE A TWITTARE ALTROVE
La fuga da X prevede però uno spostamento ad altra piattaforma: e in questi giorni, come già quando Twitter cambio nome a causa del suo nuovo proprietario, si parla delle possibili alternative. Tra gli utenti e gli “smanettoni” i nomi che circolano sono principalmente tre: Threads, Bluesky e Mastodon.
Tra loro è in realtà Threads la piattaforma con – di gran lunga – il maggior numero di utenti: lanciata nel 2023 da Meta, il gruppo di Facebook e Instagram, Threads ha rapidamente raggiunto 275 milioni di utenti mensili attivi. La sua stretta integrazione con Instagram facilita l’interazione tra le due piattaforme, sfruttando così il pubblico già esistente con connessioni rapide e una più immediata comunicazione tra gli utenti.
A distanza lo segue Bluesky, la piattaforma fondata da uno dei creatori di Twitter, Jack Dorsey. Lanciato nel 2023, si basa su un protocollo che consente agli utenti di scegliere tra vari algoritmi per personalizzare il loro feed e spostarsi liberamente tra diverse piattaforme supportate, senza essere vincolati a un’unica applicazione o entità, dando così agli utenti maggiore controllo sui propri dati e sulle esperienze online. Il social ha superato recentemente i 15 milioni di utenti.
L’ultimo nome, circolato già alla nascita di X, è Mastodon, una piattaforma di social media decentralizzata e open-source, lanciata nel 2016. A differenza dei social tradizionali, Mastodon non è gestito da una singola azienda ma è costituito da una rete di server indipendenti chiamati “istanze.” Ogni istanza è gestita da individui o comunità e può avere regole e linee guida proprie, ma tutte le istanze possono comunicare tra loro, creando un unico grande ecosistema federato, noto anche come Fediverse.
Gli utenti di Mastodon possono condividere post (chiamati “toots”) e interagire con altri utenti in modo simile a Twitter. Grazie a questa decentralizzazione, Mastodon offre maggiore controllo sulla privacy e sui contenuti. Inoltre, non ha pubblicità né algoritmi che influenzano la visibilità dei contenuti, cosa che alcuni utenti trovano più trasparente e meno intrusiva. Insomma, una cosa superlibera e supernerd meno gradita alle masse ma molto gradita agli utenti più smaliziati. Mastodon conta circa 1 milione di utenti attivi mensili
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