Karakorum teatro diventa impresa e pubblica il suo primo bilancio sociale
Nel 2023 da associazione è diventata una società a responsabilità limitata (SRL) e ora pubblica il suo primo resoconto

Karakorum teatro a dieci anni dalla sua nascita diventa una impresa e presenta il suo primo bilancio sociale.
Il documento, frutto di un processo partecipativo e multidisciplinare, segna un traguardo significativo nel percorso di crescita e innovazione dell’organizzazione, che nel 2023 è diventata una società a responsabilità limitata (SRL). Questo passaggio ha permesso a Karakorum di adottare una struttura giuridica più flessibile e sostenibile, mantenendo la continuità delle sue attività.
«Il 2023 è il nostro primo anno da Impresa Sociale – ha spiegato il presidente di Karakorum srl, Stefano Beghi – La trasformazione della forma giuridica da Associazione a Società ha rappresentato per noi il punto di arrivo di un percorso avvincente di crescita, sperimentazione e consolidamento. Quello che abbiamo presentato è il nostro primo bilancio sociale, frutto di un appassionato percorso collettivo fatto di dati, immaginari, discussioni e creatività».
La compagine sociale della nuova società è formata da 6 socie e 4 soci, ognuno dei quali è proprietario del 10% del capitale sociale: ed ha nominato, con elezione, un Consiglio di amministrazione composto da 5 soci e un Presidente con funzione di rappresentanza legale.
I NUMERI DI KARAKORUM
Tra i numeri principali evidenziati dal bilancio, spiccano i 120 eventi realizzati, di cui oltre la metà, più precisamente 67, gratuiti. 5.462 sono le persone raggiunte attraverso spettacoli, laboratori e iniziative culturali. Dieci sono gli spazi valorizzati con performance artistiche site-specific, mentre si registrano collaborazioni attive con 57 scuole e 69 organizzazioni per processi di co-creazione e sostenibilità.
Spazio YAK, frutto della riqualificazione della cosiddetta “piramide” di piazza De Salvo nel 2017 e unico teatro nel periferico quartiere delle Bustecche di Varese, si conferma il cuore pulsante delle attività di Karakorum: Con una capienza di 99 posti, questo spazio ha ospitato 12 spettacoli e 24 repliche nell’ultima stagione teatrale, coinvolgendo 1.260 spettatori.
Nel 2023, la compagnia ha generato ricavi per quasi 300.000 euro, suddivisi tra contributi pubblici (32,82%), privati (13,17%) e attività proprie (52,37%) con una significativa crescita rispetto agli anni precedenti. L’età media del team è di 36 anni.
Nel bilancio sociale la compagnia teatrale evidenzia anche le linee strategiche future per la sua società: come creare un sistema più strutturato di raccolta e analisi dei dati, rafforzare la governance per garantire trasparenza e sostenibilità, ma soprattutto, come ormai fa da dieci anni “Continuare a valorizzare il ruolo dell’arte come strumento di trasformazione sociale”.
PROGETTI E SPETTACOLI PER UN FUTURO CREATIVO E SOSTENIBILE
Karakorum nel suo bilancio sociale fa una scelta di sostenibilità, impegnandosi a misurare e migliorare il proprio impatto, ispirandosi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.
E lo fa anche con l’aiuto di alcuni importanti progetti e sistemi di rete: il 2023, in particolare, è stato l’anno di avvio del progetto Palimpsest, finanziato da Horizon Europe e coordinato dal Politecnico di Milano. Il progetto, che terminerà nella primavera del 2026, vede la partecipazione di 23 partner con base in 8 diversi Paesi europei.
Ha come punto focale il network di realtà anche il progetto Borderlands, è un network informale di organizzazioni artistico-culturali, localizzate e operanti in aree di frontiera, con l’obiettivo comune di fare della pratica artistica un osservatorio vivo e un laboratorio che permetta di toccare con mano le trasformazioni del mondo contemporaneo, consapevoli che le aree di frontiera non sono periferie, ma devono anzi farsi centri propulsivi di sviluppo, cambiamento e costruzione di un’Europa interculturale.
Il progetto di Officina Carbonara produce invece contenuti performativi, multimediali e letterari destinati al mercato culturale nazionale e internazionale. Mette in gioco le proprie competenze creative per offrire ai pubblici strumenti critici utili a leggere il presente e a costruire un futuro più sostenibile. È un laboratorio in cui le pratiche teatrali tradizionali si contaminano con quelle del lavoro sociale, della ricerca e della rigenerazione urbana, promuovendo il bello come elemento indispensabile per una società più equa.
Infine, tra i progetti messi in campo negli ultimi mesi c’è quello, molto concreto, di Bluesheep: uno spazio privato nel cuore di Varese posto nel seminterrato di un palazzo residenziale e inaugurato nel marzo 2024, che si pone come centro di produzione di contenuti artistici digitali. Lo studio sarà a disposizione di enti e organizzazioni, pubbliche e private, per la produzione di contenuti creativi in grado di promuovere, divulgare e creare nuovi scenari di sviluppo sostenibile.
Tra gli spettacoli originali realizzati, di particolare significato è invece “E ciò che sarà” performance immersiva ideata dagli artisti di Karakorum in collaborazione con TEDxVarese: un’esperienza performativa di condivisione che conduce i pubblici in montagna, risalendo i boschi del Parco Del Campo Dei Fiori, a Varese, ed entrando in contatto diretto con i segni del cambiamento climatico. Attraverso il racconto e le pratiche partecipate di esplorazione, la performance propone al pubblico uno scenario positivo di cambiamento e lancia una call to action: abbracciare il cambiamento per un futuro sostenibile.
Da segnalare anche “Gli Errori degli altri“, progetto che promuove la cultura della legalità e offre a tutti gli enti pubblici uno strumento formativo destinato ai propri dipendenti per prevenire il rischio di corruttibilità. Attaverso la loro performance, “Gli Errori Degli Altri” offre ai beneficiari un’occasione per riflettere e identificare buone strategie per proteggersi e partecipare attivamente alla crescita del bene comune, stimolando lo sviluppo di un sistema istituzionale più efficace, responsabile e trasparente. Il progetto, che ha ottenuto il patrocinio di ANAC e ANCI, è stato “utilizzato” come corso di formazione dal Comune di Varese.
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