Le batterie quantistiche e le nuove frontiere dell’energia: la ricerca dell’Università dell’Insubria su Nature Reviews Physics
Il contributo dal professor Giuliano Benenti del Dipartimento di Scienza e alta tecnologia, su una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo, affronta opportunità e sfide delle batterie quantistiche, tema chiave per lo sviluppo delle tecnologie del futuro
Un importante risultato della ricerca dell’Università degli Studi dell’Insubria approda sulle pagine di «Nature Reviews Physics», testata del gruppo «Nature» considerata a livello internazionale un punto di riferimento per le rassegne e le prospettive nei diversi ambiti della fisica.
L’articolo, pubblicato con il titolo «Opportunities and challenges of quantum batteries», è firmato da Giuliano Benenti, docente del Dipartimento di Scienza e alta tecnologia dell’Università dell’Insubria, (nella foto) insieme a Dario Ferraro, Fabio Cavaliere e Maura Sassetti dell’Università di Genova e a Marco Genoni dell’Università di Milano. Si tratta di un lavoro di rassegna e prospettiva dedicato alle batterie quantistiche, dispositivi innovativi pensati per rispondere a una questione cruciale: come accumulare e gestire l’energia necessaria al funzionamento delle tecnologie quantistiche.
Le batterie quantistiche sono nanodispositivi che sfruttano le proprietà della meccanica quantistica per superare alcuni limiti degli approcci tradizionali all’accumulo di energia. Nel lavoro vengono illustrati i principi di funzionamento, i principali modelli teorici e lo stato delle realizzazioni sperimentali, con un’attenzione particolare alle potenzialità offerte da effetti tipicamente quantistici, come la sovrapposizione degli stati quantistici e l’entanglement. Il contributo si distingue anche per la capacità di delineare scenari futuri e criticità aperte, offrendo una visione d’insieme utile non solo agli specialisti, ma a una platea più ampia di ricercatori interessati alle ricadute scientifiche e tecnologiche del settore.
«L’idea di una batteria quantistica nasce da una domanda molto concreta, legata all’energia necessaria alle tecnologie quantistiche – sottolinea Giuliano Benenti –. Il nostro obiettivo è fare chiarezza su ciò che è già stato compreso dal punto di vista teorico e sperimentale e su quali siano le sfide ancora aperte, in un ambito che promette sviluppi rilevanti nei prossimi anni».
Il lavoro si colloca inoltre in una cornice storica e scientifica significativa: l’approssimarsi del bicentenario della morte di Alessandro Volta richiama idealmente una linea di continuità tra la nascita della pila elettrica, che ha segnato l’avvio dell’era dell’elettricità, e le ricerche più avanzate sulle tecnologie quantistiche. Un filo che lega la storia dell’innovazione alle prospettive future, e che vede l’Università dell’Insubria contribuire in modo attivo al dibattito scientifico internazionale.
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