Dalla scienza alla cura si può, “la strada è valorizzare gli ecosistemi della salute“

Agli stati generali dell’economia della Salute un focus sul ruolo strategico di medtech e biotech come motori dell’innovazione

Generico 16 Mar 2026

Collegare scienza, tecnologia e industria, magari cercando di combattere quella burocrazia «auto prodotta» che nuoce allo sviluppo. Nella prima giornata degli “Stati generali dell’economia della Salute”, in corso alle Ville Ponti, uno dei momenti centrali è stato rappresentato dalla seconda sessione, dedicata al tema “Dalla scienza alla cura”, con un focus sul ruolo strategico di medtech e biotech come motori dell’innovazione (foto Serena Zaetta).

Medtech e biotech sono due ambiti chiave della salute, ma con approcci diversi. Il medtech riguarda le tecnologie e i dispositivi utilizzati in medicina, come apparecchi diagnostici, strumenti chirurgici e soluzioni digitali. Il biotech, invece, si basa sull’uso di organismi viventi e processi biologici per sviluppare farmaci, vaccini e terapie avanzate. In sintesi, il primo punta su strumenti e innovazione tecnologica, il secondo sulla ricerca biologica e genetica.

Il confronto ha messo in evidenza come il trasferimento delle conoscenze scientifiche alla pratica clinica rappresenti oggi una delle sfide decisive per il sistema sanitario, chiamato a coniugare ricerca avanzata, sostenibilità e accesso alle cure.

Generico 16 Mar 2026

Gianmario Verona (foto qui sopra), Presidente della Fondazione Human Technopole, che ha aperto gli interventi ha sottolineato il ruolo cruciale dei centri di ricerca e delle infrastrutture scientifiche nel trasformare la ricerca in applicazioni concrete per la salute, e ha evidenziato l’importanza degli ecosistemi dell’innovazione, con distretti come modelli internazionali capaci di collegare scienza, tecnologia e industria. Anche in Italia, soprattutto in Lombardia, esistono realtà avanzate come l’Innovation District, che favoriscono il trasferimento tecnologico. Investire nella ricerca e creare filiere integrate è fondamentale per sviluppare una medicina personalizzata e rafforzare il sistema sanitario.

Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici. Nel suo intervento ha ricordato l’importanza di non drenare gli utili delle aziende con imposte specifiche perché così facendo si rischia di drenare pure le risorse agli investimenti.

Maria Cristina Porta, direttore generale della Fondazione Enea Tech e Biomedical: «Siamo un elemento acceleratore grazie alle nostre risorse finanziarie con due fondi dedicati al biomedico», dotazioni importanti che arrivano a centinaia di milioni che si riferiscono a tre ambiti specifici: progetti di impresa, sostegno e costruzione dei nuovi centri di ricerca, valorizzare gli ecosistemi presenti che portano valore alla ricerca.

Generico 16 Mar 2026

Alessandro Venturi (foto qui sopra), presidente della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, ha spiegato a chiare lettere che l’economia della salute, dopo quella della guerra è quella centrale, specialmente rispetto all’innovazione, e dunque è necessario cambiare atteggiamento per superare quella «cultura del sospetto» che fa impedire il dialogo fra pubblico e privato, che lo descrive, il dialogo, come qualcosa di negativo. Un fattore miope «che non permette la crescita e non consente alla conoscenza di progredire». Spesso inoltre «non è prodotta dalle leggi, ma si auto produce».

Anna Gervasoni, Rettrice LIUC e direttore generale AIFI (foto sotto)ha spiegato come l’innovazione rappresenti un elemento chiave nell’economia della salute e la Lombardia giochi una parte importante col 30 per cento del totale dei brevetti registrati. Il territorio unisce forte identità locale e apertura internazionale, valore utile anche per attrarre capitali. I fondi infrastrutturali e il private capital investono nel lungo periodo, favorendo innovazione con orizzonti stabili, nonostante l’incertezza. In Italia esistono opportunità per progetti innovativi e redditizi, grazie anche a nuove infrastrutture finanziarie e maggiore collaborazione con università. Tuttavia restano limiti di scala e burocrazia: servono semplificazioni e reti internazionali per crescere e attrarre capitali esteri, rendendo il sistema più competitivo.

Generico 16 Mar 2026

Benedetta Nicastro, Communication Head di Roche Italia, ha chiuso gli interventi, «siamo letteralmente immersi in questo tema», ha spiegato, «Roche, attiva in Italia da 130 anni, trasforma la scienza in cure che generano valore clinico, sociale ed economico L’innovazione cronicizza malattie un tempo fatali, restituendo i pazienti a una vita produttiva e riducendo il carico sui caregiver.
Uno studio di Roche mostra che ogni euro investito in ricerca genera 2,6 euro per l’economia nazionale, incidendo per lo 0,03% sul PIL. Inoltre, per ogni euro investito in studi clinici, il SSN risparmia 2,2 euro, poiché le aziende sostengono i costi delle terapie. Cruciale è la collaborazione di sistema basata su evidenze concrete».

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Pubblicato il 19 Marzo 2026
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