Quando la moda diventa arte (e l’arte si fa indossare)
Dalle collaborazioni storiche alle grandi mostre, il legame tra moda e arte attraversa il tempo: un dialogo continuo che trasforma abiti e visioni in cultura
Supponiamo almeno una volta di esserci posti la domanda: che nesso c’è tra moda e arte? Da sempre moda e arte sono state indissolubilmente legate. Un duo che va quasi a braccetto, un’immagine di quelle che associ immeritamente a qualcosa di visivo. Sappiamo per certo che l’Arte osserva il mondo della moda, e viceversa, come possibile amplificatore dei propri messaggi c’è moda nell’arte e c’è arte nella moda: se vogliamo pensare alle più recenti, quanto famose, interazioni tra moda ed artisti come ad esempio Jeff Koons e LV, segnando oltretutto il suo debutto nel mondo dell’high fashion, dove l’artista ha riprodotto alcune delle più grandi opere d’arte, come la Gioconda di Leonardo ad esempio, su speedy, pochette o foulard Louis Vuitton: grandissimo riferimento e perfetta combinazione del binomio moda/arte può essere la stretta collaborazione tra Elsa Schiapparelli e Salvador Dalì, e loro anime anticonformiste iniziano a creare capi straordinari come l’abito con l’aragosta del 1937.
Fece scalpore un servizio fotografico del 1951, il fotografo Cecìl Beaton mostrò fotografie in cui comparivano In primo piano i capi haute couture di Henri Bendel, invece sullo sfondo i dipinti di Pollock. Il risultato? Critiche e sdegno, eppure quello che rimane oggi è una dimostrazione dal significato ben preciso: l’abito ha la stessa valenza di un quadro. Ci avviciniamo sempre più ai giorni nostri: YSL con abiti che rivisitano l’arte di Mondrian, Versace che prese ispirazione da Andy Wharol nel 1991, creando un’intera collezione a lui dedicata. Givenchy strinse nel 2016 una collaborazione con Marina Abramovich, un evento d’impatto tenendo conto anche della data scelta: 11 settembre. Infine sempre Louis Vuitton ci ricorda quanto arte e moda siano strettamente collegati, portandoci, nel più recente dei casi, la collaborazione con Yayoi Kusama. La storia, ci insegna quanto il rapporto tra la moda e l’arte sia stretto: un legame indissolubile, un modo per entrambi di catapultarsi nel mondo e far parlare di sé.
Dopotutto quale migliore pubblicità di scenari ad alto impatto visivo?
Non solo collaborazioni, anche celebrazioni di coloro che hanno fatto dell’arte e della moda un pezzo di storia.
“La Galerie Dior Paris”, galleria museo che ripercorre la storia della Maison Dior fondata il 15 dicembre 1946, poche settimane più tardi sfilò con la prima collezione.
Cominciò con tre atelier in un sottotetto, uno studio minuscolo, un salone per presentare le sue creazioni, un ufficio di direzione e sei piccole sale prova, racconta Monsieur Dior nelle sue memorie. All’interno del museo vi sono gigantesche vetrine per miniature 3D, oltre 1800 modelli di creazioni declinate in tante sfumature di colore; dal panna al rosa, dal fucsia al pesca, il giallo, verde, azzurro, lilla e viola, scenografie create da Nathalie Crinière che accompagnano lungo il percorso, raccontano la storia della Maison in tredici “scene”, cominciando con la nascita del suo fondatore per giungere ai giorni nostri.
In mostra gli abiti della leggendaria collezione New Look, il tailleur Bar Suit, prima creazione ad accogliere i visitatori, insieme a foto d’epoca, bozzetti, articoli di giornale e memorabilia che hanno il sapore agro dolce della nostalgia. Infine, a confronto gli abiti disegnati da Yves Saint Laurent, Marc Rohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons, Maria Grazia Chiuri, l’attuale direttore creativo.
– Chanel al V&A ‘Gabrielle Chanel. Fashion Manifesto, la prima mostra nel Regno Unito dedicata al lavoro della couturière francese Gabrielle “Coco” Chanel, che ripercorre l’evoluzione del suo iconico stile di design e la fondazione della Maison CHANEL. L’apertura della sua prima boutique di modisteria a Parigi nel 1910 e la presentazione della sua ultima collezione nel 1971, quasi 200 abiti esposti insieme per la prima volta, oltre ad accessori, profumi e gioielli, una mostra che esplora l’approccio pionieristico di Chanel alla moda aprendo la strada ad una nuova eleganza che continua ad influenzare il modo di vestire. La mostra evidenzia anche le ispirazioni britanniche di Chanel. Il tweed e le collaborazioni con aziende tessili britanniche.
Ed infine Gucci al V&A, mostra fashion masculinites, la recentissima Dolce e Gabbana a Palazzo Reale e Ferragamo, il quale celebra i cento anni della maison con una mostra in cui unisce tutto ciò che ha dato vita al marchio: arte, scienza e ovviamente moda.
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