Filiera corta, fiducia lunga. Il capitale che fa crescere le imprese

Dall’esperienza di R&M Italia di Brunello, il racconto di una crescita costruita insieme a fornitori e partner del territorio. Mauro D’Oronzo: «La prossimità aiuta a superare le crisi, ma alla base di ogni filiera corta ci devono essere serietà, collaborazione e fiducia reciproca»

Economia varie

R&M Italia srl di Brunello è una realtà specializzata nella produzione di armadi rack e soluzioni per infrastrutture IT e data center. L’azienda, un tempo Tecnosteel, è stata acquisita dal gruppo svizzero R&M all’inizio del 2022 e oggi rappresenta un tassello strategico della presenza europea della multinazionale.
In occasione dell’incontro “Comprare vicino, vendere lontano: perché conviene esserci”, promosso da Materia Impresa Lab, Confartigianato Imprese Varese, Imprese & Territorio e Varesenews, in programma mercoledì 22 luglio alle 18.30 nello Spazio Libero di Materia a Castronno, abbiamo intervistato Mauro D’Oronzo, responsabile dei sistemi di gestione di R&M Italia. (foto sopra Mauro D’Oronzo)

D’Oronzo, quando parliamo di filiera corta in ambito manifatturiero, cosa significa concretamente per R&M Italia?
«Per noi la filiera corta è sempre stata un punto di forza perché è strettamente legata al nostro modo di lavorare. Produciamo su richiesta del cliente e spesso dobbiamo garantire tempi di consegna molto rapidi. In questo contesto avere fornitori affidabili e vicini, capaci di rispondere immediatamente alle esigenze produttive, è fondamentale. Quando serve una lavorazione urgente o una fornitura in tempi strettissimi, la prossimità diventa un vantaggio concreto«.

Dopo l’ingresso in una multinazionale è cambiato qualcosa nel rapporto con i fornitori?
«Le dinamiche cambiano. Le multinazionali hanno procedure e filosofie diverse e chiedono un monitoraggio molto rigoroso della filiera, soprattutto sul fronte della qualità, della sicurezza e della sostenibilità. Tuttavia il valore della prossimità rimane. Nel nostro caso esistono rapporti storici con fornitori che sono diventati anche clienti e viceversa. Si crea una partnership vera, basata sul rispetto reciproco delle competenze».

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Quanto conta la reputazione in questi rapporti?
«Conta moltissimo. La reputazione si costruisce negli anni, attraverso i risultati e la capacità di mantenere gli impegni. Non nasce dall’oggi al domani. I fornitori e i clienti osservano come lavori, come affronti i problemi e come rispondi alle difficoltà. È un patrimonio che si accumula nel tempo».

Lei ha parlato di partnership. Quali benefici produce rispetto a un semplice rapporto cliente-fornitore?
«Produce vantaggi che vanno ben oltre l’aspetto economico. Faccio un esempio concreto: se mi manca una scatola di cartone e il mio fornitore è vicino, me la produce e me la consegna immediatamente. È un aiuto reciproco. Certo, se sono rimasto senza scatole significa che qualcosa nel processo non ha funzionato perfettamente, ma il fornitore interviene e contribuisce a risolvere il problema. Questo è possibile solo quando esiste un rapporto consolidato».

Come si costruisce nel tempo questa fiducia reciproca?
«Con gli anni e con il confronto continuo. È un percorso fatto di collaborazione e di crescita comune. Noi siamo passati da poco più di trenta persone nel 2006 agli oltre cento dipendenti di oggi. In questo percorso molti fornitori sono cresciuti insieme a noi grazie ai volumi di lavoro sviluppati. Quando entrambe le parti vedono riconosciuto il proprio impegno, il rapporto si rafforza naturalmente. Negli ultimi anni le imprese hanno dovuto affrontare pandemia, crisi energetica e tensioni geopolitiche».

Quanto ha aiutato una filiera radicata sul territorio?
«Molto. Ricordo bene il 2022, l’anno dell’acquisizione. In quel periodo abbiamo registrato un incremento produttivo importante perché diversi clienti non riuscivano più ad approvvigionarsi all’estero e si sono rivolti a noi. Avere fornitori vicini ha significato evitare molte criticità legate alle importazioni e garantire continuità operativa. È stato un vantaggio decisivo».

Molte aziende guardano alle filiere globali per contenere i costi. Perché investire ancora sui fornitori vicini?
«Perché la vicinanza permette di risolvere rapidamente i problemi. Io mi occupo di qualità, sicurezza e ambiente e posso dire che avere un fornitore a pochi chilometri significa poterlo incontrare, confrontarsi direttamente, verificare insieme eventuali criticità e trovare soluzioni in tempi brevissimi. Anche sul fronte della sicurezza e della conformità normativa il monitoraggio è molto più semplice».

Quale messaggio porterà agli imprenditori e ai giovani che parteciperanno all’incontro di Materia Impresa Lab?
«Che la filiera corta può essere un grande punto di forza, ma solo se alla base ci sono serietà, collaborazione e rispetto reciproco. I rapporti vanno costruiti nel tempo e coltivati con attenzione. Quando esiste una relazione solida, molti problemi trovano soluzione più facilmente. In fondo, anche nel mondo delle imprese, la fiducia resta il capitale più importante».

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Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

Pubblicato il 15 Luglio 2026
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