Luoghi e dispositivi per un posto di lavoro più efficiente: a Brunello Elmec rilancia il “Workplace summit”
400 professionisti, 27 "tech experience", 20 workshop e 11 vendor. Una giornata per scoprire le ultime novità dal mondo della tecnologia a disposizione per le aziende
Per chi si siede al proprio ufficio ogni giorno, quello che ha sulla scrivania è un semplice pc. Per l’azienda, però, quel dispositivo è una porta che protegge e allo stesso tempo mettere a rischio i propri dati. Tra software, licenze e modelli AI, la gestione del posto di lavoro può inoltre diventare un elemento decisivo per la produttività dei dipendenti.
Per approfondire le ultime novità dal mondo della tecnologia in ambito informatico per le imprese, la Elmec di Brunello inaugura la nuova edizione del Workplace summit. L’appuntamento in programma per giovedì 1 ottobre vede la partecipazione di 400 professionisti che propongono 27 “tech experience” e 20 workshop, insieme alla presenza di 11 vendor. Un momento di confronto per conoscere le nuove opportunità da sfruttare sul posto di lavoro e le fragilità da risolvere.
Più tecnologia, più inefficienze
Il tema al centro di questa edizione è un paradosso vissuto da diverse aziende: investire in nuove tecnologie – se fatto in modo eccessivo e senza un piano preciso – può creare più inefficienze di quelle che risolve.
A sottolinearlo è Andrea Fiori, responsabile “workplace” e “IT delivery” di Elmec. «Più strumenti tecnologici ci sono, meno riusciamo a governarli e maggiori difficoltà si incontrano nella gestione del posto di lavoro. L’evoluzione della tecnologia è spesso più veloce della capacità delle aziende di assorbirla nel modo corretto».
Proprio riguardo a questo tema, l’azienda di Brunello ha annunciato che affiancherà alla nuova versione di MyElmec (piattaforma in grado di offrire una panoramica centralizzata su utenti, software e dati) anche una piattaforma dedicata ai vertici delle aziende orientata all’eliminazione degli sprechi, alla protezione degli utenti e dei dispositivi e al miglioramento della produttività dei collaboratori.
Tecnologia da possedere? No, da governare
Secondo Elmec, però, è necessario un cambio di prospettiva. Enrico Boselli, direttore vendite DaaS, suggerisce che «Controllare una tecnologia non vuol dire più possederla, ma saperla governare in un contesto complesso e in continua innovazione».
In Italia si registra ancora scarsa competenza in ambito IT. Le aziende, soprattutto se piccole, fanno fatica a trovare competenze tecniche adeguate. La complessità nel mentre è cresciuta e gestire tutto internamente è diventato molto complesso. «Affidarsi a un partner specializzato – aggiunge Boselli – aiuta l’azienda a crescere liberando risorse. Per sfruttare al meglio le opportunità dell’approccio “Device as a service”, ci impegniamo a dialogare con tutte le figure decisionali delle imprese clienti, andando oltre all’idea di IT come semplice “ufficio di manutenzione”».
Secondi che fanno risparmiare
Ad approfondire alcuni casi concreti che hanno visto l’approccio di Elmec in azione ci hanno pensato gli autori di Elmec Vision: piattaforma di divulgazione promossa dall’azienda di Brunello.
Simone Oppedisano ha spiegato come sia stato possibile ridurre del 75% i tempi di accesso sui pc di alcune aziende risolvendo i ritardi causati dalla quantità di software installati. «Si tratta di pochi secondi di risparmio – ha spiegato – ma moltiplicati per tanti dipendenti si trasformano in un vantaggio concreto per le aziende. Un esempio concreto dell’approccio basato su analisi, misurazione e dati condotto da Elmec».
Ottimizzare le licenze, «Risparmi fino al 30% sui costi»
Nicole Lazzarin ha invece sottolineato l’importanza di creare un ecosistema digitale dove ogni strumento “collabora” con gli altri. «Affianchiamo le aziende – spiega Lazzarin – nella scelta oculata degli strumenti, nella formazione degli utenti e promuoviamo una nuova modalità di gestione delle problematiche, cercando di anticiparle».
L’esempio concreto più lampante, secondo Lazzarin, sono le licenze, che a volte costituiscono costi rilevanti e inutili per le aziende. «Con Elmec abbiamo mappato le licenze di diversi clienti, mettendo a confronto ciò che realmente veniva utilizzato e cosa no. Ridurre licenze duplicate e inutilizzate ha permesso di ridurre i costi fino al 30%».
Sof.Ia, l’assistente virtuale che risolve problemi
Riccardo Savio, “AI Engineer” di Elmec, ha presentato invece l’ultima novità ideata dal suo team. Si tratta di Sof.Ia: un modello AI che aiuta i clienti a risolvere un ventaglio di possibili problemi. Nella nuova versione, Sof.Ia sarà dotata anche di un agente in grado di agire direttamente sui dispositivi degli utenti.
La cybersicurezza? Può essere snella e anche efficace
Silvia Dugato, “Security developer”, ha invece proposto una soluzione per gli utenti che vedono nella cybersicurezza solo un noioso ostacolo da aggirare. «Queste – ha sottolineato Dugate – sono le fragilità che gli attaccanti spesso cercano». Da un lato, l’azienda lavora per migliorare la cultura degli utenti sul tema, dall’altro Elmec propone soluzioni che permettono di centralizzare la gestione degli accessi e di monitorare le credenziali. I vantaggi sono un sistema di accesso ai dati più agile per gli utenti e – allo stesso tempo – la possibilità di prevenire i rischi prima che si trasformino in emergenze.
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