Sovranità dei dati, sicurezza e IA, i tre pilastri per crescere secondo Elmec
In occasione dell'Innovation Summit che si è tenuto a Brunello, anche il lancio della piattaforma Elmec vision e del magazine collegato, per spiegare le novità del mondo tecnologico in modo semplice, diretto e concreto
Infrastrutture ibride, cybersicurezza e intelligenza artificiale. Sono questi i tre pilastri alla base della nuova strategia di Elmec Informatica, che l’amministratore delegato Alessandro Ballerio ha illustrato giovedì 14 maggio durante l’Innovation Summit organizzato nella sede dell’azienda di Brunello.
Elmec vision: la tecnologia spiegata in modo chiaro e semplice
Priorità che sono al centro anche del nuovo progetto Elmec vision: la piattaforma digitale nata per mettere a disposizione di clienti e partner una raccolta di video formativi su aspetti tecnici ma spiegati in modo chiaro e semplice, ideati e realizzati direttamente da tecnici con reale esperienza sul campo.
Secondo Elisa Bisceglia, direttrice fiducia e sostenibilità di Elmec Informatica, l’obiettivo è accompagnare i clienti attraverso la trasformazione digitale mettendo a disposizione competenze concrete. A integrare i contenuti della piattaforma, l’azienda ha presentato Vision magazine, una rivista cartacea pubblicata tre volte l’anno, che approfondisce temi tecnologici attraverso contributi di partner e giornalisti.

«Abbiamo deciso di semplificare senza banalizzare – ha aggiunto Emanuele Andreazza: Presales manager e content creator per Elmec vision –. Abbiamo fatto largo uso di metafore, per trasformare concetti complessi in informazioni più comprensibili».
Infrastruttura e sovranità del dato
Il tema delle infrastrutture ha posto l’accento sulla diversificazione e sulla prevenzione del cosiddetto “vendor lock-in”: vale a dire, quando la dipendenza di un cliente da un unico fornitore è tale da rendere estremamente difficile sostituirlo.
Ballerio ha evidenziato come l’instabilità geopolitica abbia reso ancora più importante la sovranità del dato. «Oggi c’è una grossa attenzione – ha sottolineato l’ad – alla sovranità del dato e dell’infrastruttura. L’azienda deve essere padrona del proprio destino e dei propri dati, ma averne il controllo non vuol dire per forza tornare a fare tutte le cose in casa».

L’approccio suggerito è quello ibrido, che seleziona il posizionamento dei carichi di lavoro tra cloud e server proprietari in base alle necessità di latenza e potenza computazionale. Leonardo Anastasia, responsabile del Center of Excellence, ha sottolineato l’importanza di prevedere sempre una “exit strategy” tecnologica, evitando di adottare un’unica soluzione con l’obiettivo di utilizzarla per sempre.
«Poter contare su un ecosistema tecnologico adeguato – ha inoltre suggerito Gianfranco Femia, Responsabile Manage Services di Elmec Informatica – permette all’azienda di rispondere meglio alle esigenze del proprio clienti».
Cybersicurezza e l’impatto della direttiva Nis 2
In ambito sicurezza, il focus si è spostato sulla resilienza e sulla responsabilità del management, in particolare con l’entrata in vigore della direttiva Nis 2.
Filadelfio Emanuele, business owner dell’ambito security di Elmec, ha chiarito come la normativa obblighi le aziende a segnalare gli incidenti e renda i vertici aziendali responsabili della messa a terra degli asset di sicurezza.
In questo scenario, il furto d’identità rimane la minaccia principale. Se si prendono in considerazione solo i clienti di Elmec – ha rivelato Emanuele – c’è una segnalazione di attacco informatico ogni 21,5 secondi.
«La strategia – ha spiegato Emnuele – consiste nell’unire i requisiti minimi di compliance a una strategia di resilienza, che parte dalla conoscenza dei propri dati e degli asset».
Come ricordato dal ricercatore Giuseppe Prettico, fondamentale resta la formazione dei dipendenti per prevenire danni derivanti soprattutto da campagne di phishing, rese sempre più efficaci dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale tra agenti e consapevolezza
L’ultimo pilastro riguarda proprio l’intelligenza artificiale, ormai maturata dalla fase embrionale in cui ancora si trovava durante il summit del 2025.
Matteo Ghiringhelli, Innovation Research and AI Manager, ha spiegato come l’IA permetta di creare agenti autonomi capaci di svolgere compiti concreti e interagire con i software aziendali, liberando tempo prezioso per altre mansioni. L’adozione di queste tecnologie deve però avvenire con consapevolezza.
Riccardo Savio, AI Engineer, ha avvertito che l’IA non deve essere considerata una “scatola nera” magica. «Avere uno strumento potente senza conoscere cosa ci sia sotto – ha rimarcato – è un rischio per un’azienda. Fornire conoscenze per utilizzare questi strumenti in modo consapevole è fondamentale per l’efficacia aziendale».
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