Difese immunitarie al top: dieta e integrazioni per cani e gatti nella stagione fredda
Difese immunitarie al top: dieta e integrazioni per cani e gatti nella stagione fredda
Dopo una lunga estate segnata da temperature estremamente alte, come possiamo aiutare il nostro amico a quattro zampe ad affrontare nel miglior modo possibile la stagione autunnale? La stagione autunnale non è fatta solo di passeggiate nel foliage, arancioni zucche e calde copertine di pile: questo è il momento ideale per educare il sistema immunitario del tuo cane e del tuo gatto a far fronte al tanto temuto inverno.
Il mercato dei cosiddetti “alimenti complementari” oggi offre un’ampia scelta al pet parent: vitamine, acidi grassi Omega-3, prebiotici, probiotici e postbiotici. Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? E ti sei mai chiesto se la dieta del tuo animale debba essere modulata e modificata a seconda della stagione? Entriamo in questo “viaggio” alla scoperta delle integrazioni funzionali che consiglio in questa stagione di passaggio.
Attenzione: come sempre ti invito a consultare il tuo medico veterinario di fiducia prima di apportare modifiche alla dieta del tuo pet. Ogni animale è a sé (proprio come noi esseri umani) e, di conseguenza, non è detto che una determinata integrazione sia adeguata per il tuo amico.
Vitamina C: bisogna usarla tutto l’anno?
Nel campo della medicina umana, quando si pensa alla prevenzione, la prima vitamina che ci viene in mente è di sicuro la vitamina C. A differenza di noi proprietari, però, il cane e il gatto sono in grado di sintetizzare autonomamente l’acido ascorbico (alias la vitamina C) a partire dal glucosio [1].
In alcuni momenti dell’anno, come durante il cambio di stagione oppure prima e dopo il richiamo vaccinale [2], la supplementazione di questa vitamina dai noti poteri antiossidanti è altamente consigliata.
Attenzione: la vitamina C è nota anche per il suo potere acidificante. Se il tuo animale soffre di urolitiasi, confrontati con il tuo medico veterinario prima di somministrare l’acido ascorbico.
Pre-, pro- e postbiotici: facciamo chiarezza
Nel cambio di stagione, più che mai, non possiamo dimenticarci del microbiota del nostro amico a quattro zampe. Negli ultimi anni ti sarà di sicuro capitato di sentire la parola “microbiota”: si tratta dell’insieme di microrganismi che popolano il tratto gastrointestinale (e non solo) [3].
Grazie a un “accordo” di simbiosi, batteri, virus, funghi, parassiti e lieviti popolano da secoli il nostro corpo e quello del nostro cane e del nostro gatto. Tra i molteplici ruoli che il microbiota gastrointestinale ricopre, non dobbiamo dimenticarci della sua stretta e intima relazione con il sistema immunitario dell’organismo ospitante. Di conseguenza, un microbiota sano è sinonimo di un sistema immunitario forte e resiliente [4].
Ma come possiamo prenderci cura del microbiota del nostro cane e del nostro gatto?
- Probiotici: si tratta di microrganismi vivi che, se assunti nelle giuste quantità, sono in grado di esercitare funzioni positive per l’organismo ospitante [3].
- Prebiotici: sono il nutrimento di cui si nutrono i batteri che popolano il microbiota, come inulina, cuticola di psillio, FOS (frutto-oligosaccaridi), GOS (galatto-oligosaccaridi) e molti altri ancora.
- Postbiotici: gli ultimi arrivati sul fronte della nutrizione; si tratta dei prodotti del metabolismo del microbiota (l’acido acetico, butirrico e propionico sono i più noti) o di parti dei batteri stessi inattivati.
Omega-3: gli antinfiammatori per eccellenza!
Non tutti i grassi sono “cattivi”. Gli acidi grassi della famiglia Omega-3, in modo particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), sono rinomati per le loro spiccate proprietà antinfiammatorie anche in campo veterinario.
Ma qual è la fonte migliore di questi due grassi? EPA e DHA sono acidi grassi a lunga catena contenuti nei pesci grassi e nelle alghe marine. Molto spesso si cade nell’errore di somministrare olio di semi di lino, convinti di apportare al nostro animale proprio EPA e DHA, ma in realtà non è così. Quest’ultimo olio vegetale apporta infatti solo il precursore (l’ALA, acido alfa-linolenico), ma non i prodotti finali.
Le perle contenenti olio di salmone o l’olio di salmone tal quale rappresentano invece un’ottima fonte di questi due potenti antinfiammatori che, come dei “vigili del fuoco”, entrano nell’organismo del nostro pet e controllano la “fiamma” della risposta pro-infiammatoria [5].
Cosa dobbiamo mettere in ciotola?
Ci hanno sempre insegnato che con l’arrivo del freddo dobbiamo incrementare il nostro intake calorico per far fronte alla stagione invernale e permettere al nostro corpo e a quello dei nostri animali di termoregolare correttamente. Ma è davvero così? Ebbene no.
Al contrario, durante la stagione invernale per molti animali domestici dobbiamo contenere l’introito di chilocalorie, in modo particolare riducendo l’apporto di grassi e prediligendo un adeguato contenuto di proteine sotto forma di carne o pesce. Come sempre, bisogna contestualizzare il tutto: oramai i nostri amici con la coda sono diventati dei perfetti coinquilini con i quali condividiamo spazi caldi e confortevoli anche nelle giornate più uggiose. Inoltre, le giornate più corte e nuvolose ci portano ad accorciare le passeggiate con i nostri cani o a ridurne la frequenza.
Cerchiamo sempre e comunque di proporre delle attività ludiche al nostro animale anche dentro casa. Ricordati: il tuo animale non è un peluche, ma un essere senziente che ha bisogno (e voglia) di fare attività fisica assecondando le proprie attitudini di razza e specie.
Una mela al giorno toglie il medico veterinario di torno?
Da bambini siamo tutti cresciuti con l’idea che mangiare tanta frutta sia d’aiuto per il nostro organismo. Se questo dictat è applicabile nella medicina umana, non possiamo dire altrettanto nel campo veterinario. Il cane e il gatto hanno infatti una ridotta capacità di assorbire i carboidrati presenti nella frutta a livello enterico. L’eccesso di zuccheri può determinare un “richiamo” di acqua a livello intestinale e causare la cosiddetta dissenteria osmotica.
Questo significa che non possiamo somministrare alcun frutto al nostro amico con la coda? No! Dobbiamo semplicemente moderare i dosaggi a seconda della taglia dell’animale e della sua situazione gastroenterica. Piccole dosi di frutta di stagione come mandarini, arance, mela, banana e pera possono rappresentare uno snack rinfrescante per i nostri animali.
Massima attenzione alla frutta tossica: uva e uvetta provocano una grave insufficienza renale nel cane e nel gatto e non vanno mai somministrate.
Un occhio di riguardo per i pazienti senior
La stagione autunnale rappresenta un momento delicato anche e soprattutto per i nostri amici a quattro zampe con qualche pelo bianco in più. L’umidità e le fredde giornate possono accentuare i problemi muscoloscheletrici.
Oltre alle integrazioni sopra riportate, valuta con il tuo medico veterinario la possibilità di inserire nella dieta del tuo “vecchietto” sostanze benefiche per preservare la salute e la mobilità delle articolazioni.

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Fonti e approfondimenti
- [1] Biagi G., Chiofalo B., Cutrignelli M.I., De Angelis A., Fusi E., Meineri G., Prola L., Ricci R., Sandri M. Nutrizione e alimentazione del cane e del gatto. Milano, Edagricole, 2021, p. 113.
- [2] Jewell D.E., Motsinger L.A., Paetau-Robinson I. Effect of dietary antioxidants on free radical damage in dogs and cats. J Anim Sci. 2024; 102:skae153.
- [3] Ministero della Salute. Linee guida su probiotici e prebiotici. Salute.gov.it.
- [4] Pilla R., Suchodolski J.S. The Role of the Canine Gut Microbiome and Metabolome in Health and Gastrointestinal Disease. Front Vet Sci. 2020; 6:498.
- [5] Bauer J.E. Therapeutic use of fish oils in companion animals. JAVMA. 2011; 239(11):1441-1451.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione del medico veterinario. Prima di modificare in modo significativo alimentazione, attività fisica o routine di un animale, soprattutto in presenza di patologie o sovrappeso importante, è consigliabile confrontarsi con il proprio medico veterinario di fiducia
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