I dubbi sul commissario leghista a Varese
Super partes o di corrente? La nomina del commissario fa discutere all'interno del movimento
Il nome del commissario cittadino, Emanuele Monti, è stato deciso dalla segreteria provinciale con un voto che ha messo in netta minoranza i contrari. Questo trapela dalla Lega Nord, il partito che sta vivendo in questi giorni momenti delicati per una lotta interna tra i colonnelli. Un piccolo segnale arriva anche da Varese, dove il commissario cittadino, secondo alcuni militanti della sezione, è stato eletto con una forzatura rispetto al normale bon ton politico del movimento.
La sezione è stata commissariata, da statuto, perché il segretario cittadino Carlo Piatti è andato a fare l’assessore alla polizia locale. Poteva anche restare più a lungo ma gli strascichi della notte in cui sono stati scelti gli assessori hanno consigliato un cambio repentino. Il movimento è però abituato, in genere, a inviare un commissario super partes, spesso anche esterno, per far ricaricare le pile a tutti ed evitare nuove polemiche. Emanuele Monti (foto), pur essendo un giovane in gamba e molto quotato, non è però lo specchio fedele di questo ritratto: è infatti l’uomo che aveva sfidato Piatti nelle elezioni a segretario di sezione e da questi era stato sconfitto, in un voto che era stato interpretato come una dimostrazione di autonomia della sezione rispetto alle decisioni prese della segreteria provinciale di Candiani.
La sezione è stata commissariata, da statuto, perché il segretario cittadino Carlo Piatti è andato a fare l’assessore alla polizia locale. Poteva anche restare più a lungo ma gli strascichi della notte in cui sono stati scelti gli assessori hanno consigliato un cambio repentino. Il movimento è però abituato, in genere, a inviare un commissario super partes, spesso anche esterno, per far ricaricare le pile a tutti ed evitare nuove polemiche. Emanuele Monti (foto), pur essendo un giovane in gamba e molto quotato, non è però lo specchio fedele di questo ritratto: è infatti l’uomo che aveva sfidato Piatti nelle elezioni a segretario di sezione e da questi era stato sconfitto, in un voto che era stato interpretato come una dimostrazione di autonomia della sezione rispetto alle decisioni prese della segreteria provinciale di Candiani. Secondo alcuni la nomina di Monti dunque sarebbe più ispirata alla necessità di presidiare il territorio con uomini vicini a Candiani e Giorgetti e meno a quello del principio del commissario super partes, forse un altro dei riflessi della lotta nazionale ai vertici che compare, per la prima volta, in maniera scoperta si tutti i media nazionali.
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