Reddito di Cittadinanza a Caianiello, archiviata l’ipotesi di truffa allo Stato
Il Gup Piera Bossi ha accolto la richiesta del difensore dell'ex-plenipotenziario di Forza Italia alla quale si era associata anche il pm
Non ci sono elementi per poter sostenere l’accusa di truffa ai danni dello Stato nei confronti di Nino Caianiello per la vicenda della richiesta del Reddito di Cittadinanza presentata all’INPS dall’ex-plenipotenziario di Forza Italia in provincia di Varese. Il gup del Tribunale di Busto Arsizio, Piera Bossi, ha archiviato la sua posizione accogliendo le richieste del suo legale Tiberio Massironi, condivise anche dal pubblico ministero Francesca Parola.
Entrambi, infatti, avevano ravvisato il fatto che la domanda presentata da Caianiello, peraltro attraverso un patronato, si basava su criteri di cui era in possesso in quel momento, secondo il modulo pubblicato sul sito dell’Inps, non era sottoposto a misura cautelare o condannato per uno dei reati elencati nel modulo di presentazione.
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