La vecchia lastra va in pensione, la radiografia ora è su cd-rom
Introdotto nell'azienda ospedaliera di Busto il progetto RIS-PACS (archiviazione digitale delle immagini): un compact disc conterrà l’immagine in formato digitale
Rivoluzione tecnologica nell’Azienda Ospedaliera “Ospedale di Circolo di Busto Arsizio”. La vecchia lastra va in pensione per lasciar posto alle immagini di radiografie, tac e risonanze magnetiche “salvate” su cd-rom. Da lunedì 9 febbraio i dischetti saranno consegnati ai pazienti (ambulatoriali) al momento del ritiro dell’esame insieme al referto. Le immagini in formato digitale saranno anche archiviate su una piattaforma informatica aziendale in modo che l’indagine diagnostica sia sempre consultabile dai medici quando necessario.
L’innovazione introdotta dall’azienda bustocca in tutti e tre gli ospedali da cui è composta (Busto Arsizio, Saronno e Tradate) è legata all’attuazione del RIS-PACS (Radiological Information System – Picture Archiving and Communication System), cioè il progetto della digitalizzazione della Diagnostica per Immagini (responsabile è il dott. Marco Masini, a capo dell’U.O. Programmazione e Controllo dell’Azienda), che coinvolge direttamente le Unità Operative che compongono il Dipartimento Aziendale di Diagnostica per Immagini (direttore dott. Luigi Solbiati): le Radiologie di Busto Arsizio (diretta dal dott. Solbiati), Saronno (diretta dal dott. Valter Castiglione) e Tradate (diretta dal dott. Luciano Riboldi) e la Medicina Nucleare Aziendale (diretta dal dott. Ruggero Casucci). A queste si aggiungono anche la Radioterapia (diretta dal dott. Stefano Bracelli) e la Fisica Sanitaria (diretta dal dott. Lorenzo Bianchi). Sono coinvolti invece indirettamente tutti i reparti dei tre ospedali.
L’adozione di un sistema come quello del RIS-PACS – iniziata sperimentalmente negli scorsi mesi – comporta una serie di vantaggi. Innanzitutto, l’archiviazione su cd-rom – un supporto più duraturo e meno ingombrante della lastra tradizionale – consentirà al paziente di consegnare al medico di medicina generale o ad altro specialista immagini digitali che potranno essere visualizzate e analizzate tramite computer e, ad esempio, ingrandite nei punti di interesse con un semplice comando di zoom. Inoltre, in ospedale, grazie all’archiviazione su piattaforma informatica, il medico radiologo potrà consultare esami del paziente effettuati precedentemente – se archiviati – e confrontare la nuova e la vecchia immagine. Una ricaduta positiva riguarda i tempi di formulazione della diagnosi. Pensiamo – può essere uno dei tanti casi – a un paziente del Pronto Soccorso che necessita di un consulto specialistico. L’esame sarà consultabile, grazie al RIS – PACS, da computer. Vengono dunque eliminati i tempi di stampa della lastra e di consegna della stessa in altro reparto. Inoltre, viene facilitato il confronto tra i medici all’interno dell’ospedale o di altri ospedali.
All’interno dell’Azienda, poi, radiografie, tac e risonanze magnetiche saranno archiviate, come prevede la normativa, anche su dvd, divenendo copia legale. Si recupereranno così anche spazi destinati allo stoccaggio e si limiterà l’uso di materiali speciali per lo sviluppo delle lastre.
«Con l’introduzione del nuovo sistema l’Azienda Ospedaliera fa un passo avanti nell’utilizzo della tecnologia – ha sottolineato il direttore generale Pietro Zoia –. Si tratta di un potenziamento informatico che abbiamo voluto mettere al servizio dei nostri pazienti e dei nostri operatori, anche se non dobbiamo mai dimenticare il lato umano del rapporto operatore-paziente, perché curare è prendersi cura, mettendo al centro la persona. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato e portato avanti il progetto».
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