Bilancio 2009, qualche sacrificio in vista
"Un bilancio il più consapevole possibile" e attento alle spese: così l'assessore alla partita Giovanni Paolo Crespi. Sullo swap dell'autunno 2007 si attende un parere della Corte dei Conti. Bilancio sociale? Forse nel 2010
Nuovo assessore, vecchi problemi per le casse comunali bustesi, afflitte dalla ben nota combinazione di fattori limitanti denunciati dalle amministrazioni locali. "Ingessature" di spesa dall’alto (alla faccia del federalismo) in nome del contenimento della spesa, tributi bloccati – il peso di quelli imposti dai livelli superiori non scende mai – i controlli che quando non c’erano hanno aperto la strada a disastri e quando ci sono bloccano tutto, e via lagnandosi.
I margini di manovra sono e restano stretti: lo conferma Giovanni Paolo Crespi, il nuovo responsabile delle finanze comunali. A quasi un anno e mezzo dalla manovra di swap eseguita nell’autunno 2007 dal predecessore Cattaneo per dare respiro alle casse del Comune e "spalmare" negli anni la montagna dei debiti per i mutui contratti fino ai primi anni Duemila, rimodulando il rimborso, «siamo ancora in fase positiva, quella in cui la manovra ci dà la possibilità di minori spese» commenta Crespi, «solo in seguito avremo un aumento relativo, ma sempre a livelli tollerabili». Va detto però che la manovra era stata intrapresa in un quadro economico differente: se la crisi era già esplosa in America con la bolla dei mutui subprime, non era ancora divenatta il macigno attuale. «I tassi all’epoca erano alti e crescenti, in questo momento sono invece in discesa. Al momento la manovra non ha impatti diretti sui conti, valuteremo il da farsi, ma prima», avverte l’assessore, «bisognerà attendere un parere dalla Corte dei Conti», che sta esaminando questa e consimili manovre effettuate in molti Comuni italiani.
Alla Corte, insomma, non si scappa, che sia per inchieste dai risvolti preoccupanti – quella che ha portato alle restituzioni da parti di dirigenti e dipendenti – o per più istituzionali controlli nati sullonda della preoccupazione per la salute finanziaria di vari Comuni. Non è ancora il caso di Busto Arsizio, che ha un debito certificato A da Fitch ratings, e dove dal 2006 si sta cercando soprattutto di evitare di accollarsi ulteriori debiti e di rastrellare ogni risorsa reperibile. «Devo complimentarmi con il sindaco Farioli che mi ha preceduto in questo incarico, e la mia non è una difesa d’ufficio» dice Crespi, «con lui al bilancio la situazione non è affatto rimasta statica, ha provveduto a puntuali ricognizioni sui mutui recuperando risorse poi investite in interventi».
Una proposta interessante ma rimasta in un cassetto era quella di fare un bilancio sociale, ossia non limitato agli aspetti meramente quantitativi ed economici, ma che coinvolga tutti i portatori d’interesse (cittadini, categorie…) e renda conto degli obiettivi perseguiti. «L’idea era e resta condivisa dal circolo (Crespi è assessore "in quota" An), certo quest’anno è già tardi, in questo momento sono uno che è saltato su un treno in corsa, per così dire. Cercheremo di rilanciarla». Per chi è interessato alla proposta, questo 2009 sarà tempo di muoversi e premere sull’amministrazione.
Quanto al bilancio previsionale 2009, Crespi non scopre le carte. «Certi problemi sui margini d’azione sono annosi e anzi si acuiscono, ci troviamo ad esempio nell’impossibilità di ritoccare le aliquote delle imposte». L’assessore aveva già avvertito in consiglio comunale che di tagli alle tasse contro la crisi si poteva parlare, ma non alla leggera, e che semmai c’è da recuperare un’evasione sui tributi di non poco conto. «L’idea emersa in Giunta» riferisce Crespi «è quella di un bilancio il più consapevole possibile, dovremo valutare attentamente ogni investimento. Io non posso fissare gli obiettivi dei miei colleghi nei vari settori, ma quel che è certo è che non ci sarà concessa alcuna leggerezza nella scelta delle iniziative da finanziare. Come in ogni buona famiglia, in tempi di ristrettezze serve qualche rinuncia: il filetto in tavola non lo vedremo più tutte le sere».
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