Morì di polmonite, prosciolto medico di base

La diagnosi non fu forse corretta ma non fu la causa del decesso, lo ha deciso il gup

Non capì immediatamente quanto il paziente stava male, ma non c’è prova che sia morto per colpa sua. Un medico di base è stato prosciolto dall’accusa di omicidio colposo, dal giudice Elena Ceriotti del tribunale di Varese. Il dottore era indagato per un episodio del 2005, quando un suo assistito, di 35 anni, morì a causa di una polmonite, provocata probabilmente dal virus della legionella. Sembrava una normale influenza, ma  le sue condizioni si era aggravate e solo dopo diverse ore il medico aveva consigliato degli esami all’ospedale di Angera. L’uomo era morto nell’arco di 72 ore,  l’accusa ipotizzava una un errore  medico fatale, ma l’ultima perizia ha stabilito che vi fu probabilmente una diagnosi errata, ma che non vi è il nesso causale tra le conclusioni del medico e la morte del paziente.

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Pubblicato il 04 Febbraio 2009
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